ESCLUSIVA TCN – Bordeaux, Bellanova: “Sousa crede in me, ecco com’è andata con il Milan”

Intervista a Bellanova

Intervista a Bellanova: "Ringrazierò per sempre i rossoneri, con Gattuso avevo un bellissimo rapporto. Se penso al Mondiale Under 20 mi viene il magone"

Cresciuto nel settore giovanile del Milan, Raoul Bellanova ha deciso di sposare il progetto del Bordeaux lo scorso 31 gennaio: quel giorno venne acquistato per 1 milione di euro dai transalpini, restando in prestito ai rossoneri fino al termine della scorsa stagione. A pochi mesi dal suo approdo in terra francese, il terzino destro ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoCalcioNews innanzitutto del suo ambientamento nel nuovo club:

Non è facile arrivare in una nuova realtà e ambientarsi subito, soprattutto perché lo stile di gioco qui in Francia è assolutamente diverso da quello che c’è in Italia. Il campionato, ad esempio, è molto più fisico. I miei compagni di squadra sono bravissimi e mi hanno fatto sentire a mio agio fin da subito, sto studiando il francese ma con loro parlo anche in inglese. Paulo Sousa crede tanto in me: ho parlato molto con lui durante il ritiro tra Austria e USA”.

L’intervista di TCN a Bellanova

Ho giocato la prima gara di campionato da titolare perché ho fatto un’ottima pre-season, però non è andata come speravo: la squadra era completamente nuova e con tanti giovani, perciò non abbiamo fatto una buona prestazione generale. Io stesso a fine partita non ero affatto felice ed ero dispiaciuto perché sapevo che avrei potuto dare molto di più. Successivamente sono stato convocato per la seconda partita ma ciò non è avvenuto nelle tre gare seguenti”, ha dichiarato il giovane calciatore parlando delle prime partite con il Bordeaux.

Le premesse per una buona stagione, però, ci sono tutte: Siamo una bella squadra e mi piace lo stile del mister perché ama giocare a calcio. Penso che per vincere una partita devi comandare il gioco e aver sempre il pallone, così a mio avviso diventa più facile conquistare i tre punti. Il mio obiettivo è quello di fare più presenze possibili e sfruttare quest’anno per crescere in maniera tale da avere un posto da titolare nella prossima stagione”.

Come ammesso dallo stesso 19enne, il rapporto con Paulo Sousa è ottimo:Il mister crede tantissimo in me e per lui sono un gran giocatore, quindi mi ha detto di non preoccuparmi perché c’è grande positività da parte sua. Per lui ci sono pochi terzini come me con queste qualità in fase offensiva. Ma devo migliorare tanto sia in fase difensiva che di costruzione. In generale, il rapporto con Sousa è buono anche perché posso parlare con lui ed i suoi collaboratori in italiano visto che ha allenato la Fiorentina”.

Riguardo alle principali differenze riscontrate tra calcio italiano e francese, il terzino ha sottolineato ciò:Qui l’intensità è più alta, in campo hai pochissimo tempo per pensare. Il calcio italiano si basa sulla tattica e sullo studio degli avversari, mentre in Francia c’è poco studio e si punta maggiormente sulla fisicità. Ciò l’ho notato molto perché non arrivo da una Serie A oppure da un campionato di primo livello, quindi sono un po’ indietro fisicamente. Per questo motivo sto facendo molta palestra e rinforzo muscolare.

Bellanova e gli anni al Milan

Inevitabile, in seguito, riavvolgere il nastro dei ricordi e fare un piccolo passo indietro per parlare dell’esperienza di Bellanova al Milan: “Mi hanno accolto a braccia aperte fin da quando avevo 6 anni, senza di loro non sarei nemmeno un decimo di quello che sono adesso. Per questo li ringrazierò sempre. Ho lasciato il club perché il Milan, essendo un top team, ha bisogno di giocatori pronti e nel mio ruolo c’erano già Conti, Calabria, Abate – prima che andasse via – ed eventualmente Borini. Gli spazi erano davvero pochi e, piuttosto che rinnovare e partire in prestito, ho deciso di andar via per poi magari ritornare un giorno dalla porta principale“.

La società ha sempre dimostrato di credere in me provando fino alla fine a venire incontro alle mie esigenze. Però ho sempre pensato che andare via sarebbe stata la scelta migliore per la mia carriera. Ho avuto offerte da Inter, Atalanta, Manchester City e Sampdoria. In Inghilterra o in nerazzurro, però, la situazione non sarebbe stata diversa da quella che avrei vissuto del Milan. Quindi ho scelto di venire al Bordeaux perché innanzitutto mi hanno voluto fortemente. Poi le strutture dei francesi mi sono piaciute e questo è un club che crede molto nei giovani, ha proseguito il classe ’00.

Nonostante le varie convocazioni in prima squadra, l’esordio di Bellanova con il Milan non è mai arrivato: “Ero in scadenza di contratto e quindi non hanno ritenuto opportuno concedermi tale opportunità, ma non ne faccio una colpa al Milan. Sinceramente penso che i 5/10 minuti concessi per l’esordio non cambino la carriera ad un giovane. La gente non credo si basi su uno spezzone di gara e in Italia in molti già mi conoscono. Con Gattuso avevo un bellissimo rapporto: sono stato con lui già ai tempi della Primavera, poi è andato in prima squadra e mi ha portato con se in panchina in diverse occasioni. L’esordio non è mai arrivo ma anche solo riscaldarsi sul prato di San Siro mette i brividi”.

L’esterno difensivo non è stato l’unico talento rossonero a lasciare il Diavolo in estate: Oggi è molto difficile per un giovane sfondare in una grande squadra di Serie A. Poi ci sono le eccezioni ed i predestinati come Zaniolo, che per me è un fenomeno. Con Cutrone ho un grande rapporto, siamo grandi amici e spero per lui che possa fare bene al Wolverhampton. Lui ha dato tanto al Milan e i tifosi lo hanno sempre amato, sinceramente non ho capito la scelta di mandarlo via per un altro giovane come Leao”.

Guardando in generale all’attuale momento storico del club meneghino, il giocatore del Bordeaux ha evidenziato: Il Milan è uno dei club più titolati al mondo e ovviamente fa male vederlo così negli ultimi anni. Però penso che ogni squadra passi dei brutti periodi, vedi l’Inter e la Juventus prima che arrivasse Conte. Spero che ritorni presto a grandi livelli, ma sinceramente lo vedo ancora indietro rispetto alle altre big. Ovviamente continuo a tifare Milan anche se sono andato via”.

Chi era il più difficile da marcare? Sicuramente Suso: sapevi sempre cosa faceva ma era quasi impossibile fermarlo. Il ruolo da trequartista con Giampaolo? Io l’ho sempre visto come un esterno destro e lì mi piace molto, poi il mister ha le sue idee e se lo mette lì avrà i suoi motivi, ha dichiarato Bellanova.

Le esperienze nelle Nazionali giovanili

Il classe ’00 è stato anche uno dei protagonisti dell’Italia all’ultimo Mondiale Under 20. Un’esperienza che il terzino ha ricordato così ai nostri microfoni: Quando rivedo le foto ed i video mi viene un misto tra magone e brividi, sembrava che tutto andasse per il verso giusto partita dopo partita. All’inizio della kermesse non avrei mai pensato di arrivare così in fondo. Non avevamo a disposizione grandissimi giocatori come Kean, Bastoni, Tonali e Zaniolo però è bastato cambiare modulo per capire che potevamo davvero farcela“.

“Ciò è durato fino alla semifinale persa contro l’Ucraina: secondo me non abbiamo sottovalutato la partita e la fortuna avuta nelle partite precedenti si è girata contro, vedi il gol annullato nel finale. C’è stato tanto rammarico anche per come è andata la finale dell’Europeo Under 19 dell’anno scorso: abbiamo giocato una finale mai vista e il 4-3 finale del Portogallo ci ha distrutti psicologicamente. Le persone, però, ci hanno amato perché finivamo stremati ogni partita”, ha dichiarato l’ex Milan.

Ora, però, per Bellanova è arrivato il momento di farsi valere anche con l’Italia Under 21:Siamo una grande squadra e un gran gruppo, con mister Nicolato ho un rapporto incredibile. Adesso però viene applicato un modulo – quello della Nazionale A che prevede un terzino destro più bloccato a favore di quello sinistro che diventa un ala – che non si addice molto alle mie caratteristiche. Ma lavoro anche per imparare cose nuove e ce la metterò tutta per trovare un posto anche in questo ruolo”.

Sono tanti i giocatori forti con cui il 19enne ha giocato finora e il terzino ci tiene ad elencarne due in particolare: “Un calciatore che è stato sottovalutato in questi anni è Scamacca: è un attaccante incredibile, adesso sta facendo benissimo ad Ascoli dopo un anno nel dimenticatoio al PEC Zwolle. Poi c’è un altro ragazzo che è il mio giocatore preferito: parlo di Davide Frattesi, con cui ho sempre giocato sulla stessa fascia e penso sia un centrocampista incredibile. Zaniolo invece ha già sfondato, ha delle qualità fisiche e tecniche che pochissimi hanno a disposizione. Se continua così e non si monta la testa…”.

Sogni e obiettivi per il futuro

Per un giovane di belle speranze come Bellanova, i sogni e gli obiettivi sono diversi: “Ho tanti sogni ma guardo giorno per giorno. Sicuramente voglio diventare un giocatore professionista. Anche se uno potrebbe dire che ho già realizzato questo desiderio, io rispondo che non è vero perché voglio diventare titolare nel Bordeaux. Al momento, il mio obiettivo è far bene in Francia e cercare di migliorare la situazione attuale. Un giorno mi piacerebbe giocare la Champions League e ovviamente esordire in Nazionale. Vedremo cosa accadrà in futuro”.

Sono un terzino offensivo che si ispira ai vari Meunier e Walker, ho una buona tecnica e un buon dribbling. Come dice mister Sousa, devo migliore in fase d’impostazione e soprattutto in fase difensiva perché è la mia pecca. Più che altro devo lavorare sull’attenzione perché mi capita di fare dieci cose bene e poi faccio una cag***. A questi livelli devi fare tutto bene perché non puoi rovinarti una prestazione da dieci e lode con un errore. Sono ancora giovane, non devo mollare e devo pensare solo lavorare senza lamentarmi”, ha sottolineato il numero 2 del Bordeaux.

Il messaggio di Bellanova a Bouah

Bellanova, infine, ha voluto dedicare un pensiero a Devid Bouah, terzino della Roma Primavera e suo compagno di squadra in Under 19 vittima di un altro grave infortunio nei giorni scorsi:Quando ho letto la notizia dell’infortunio di Bouah mi sono venuti i brividi. A volte mi lamento per via del periodo che sto vivendo, ci sono bruttissime giornate in cui piango. Poi però guardo lui che sorride nonostante due gravi infortuni: il primo arrivato mentre era stato protagonista di un inizio di stagione incredibile, il secondo dopo che era appena rientrato. Gli ho scritto che le parole servono a poco in questo momento, ma che deve guardare a giocatori come Luca Pellegrini che ha avuto problemi al crociato, non ha mai mollato e adesso gioca titolare in Serie A. Devid deve solo crederci perché alla fine il duro lavoro paga sempre“.

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