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Zalewski, l’ultimo gioiello della Roma. L’agente a CM: ‘Un piccolo Mkhitaryan, ma è solo l’inizio’

L'eliminazione della Roma dall'Europa League è un po' meno amara per Nicola Zalewski, il classe 2002 a segno contro il Manchester United

L’eliminazione della Roma dall’Europa League è un po’ meno amara per Nicola Zalewski, il classe 2002 a segno contro il Manchester United. Un destro al volo deviato da un avversario e finito tra le gambe del portiere David De Gea. Un’emozione unica. Il suo agente, l’avvocato Giovanni Ferro della GP Soccer and Management di Giampiero Pocetta, nella nostra intervista ha presentato il nuovo gioiellino giallorosso.

Giovanni Ferro sul talento della Roma Nicola Zalewski

Che tipo di giocatore è?
“Grande tecnica e ottima lettura delle situazioni di gioco, riesce a creare traiettorie importanti per liberare i compagni verso la porta. Deve ancora crescere un po’ dal punto di vista atletico”.

Qual è il suo ruolo ideale?
“Nell’Under 17 ha giocato da mezz’ala offensiva a tutto campo, con la Primavera ha avuto la possibilità di fare la mezza punta. Io lo vedo come un centrocampista offensivo che può fare anche il trequartista. Un po’ alla Mkhitaryan”.

In Primavera gioca con la numero 10 sulle spalle, quel numero che a Roma non è mai banale.
“E’ stato un regalo che gli ha fatto quest’anno Alberto De Rossi. Nelle stagioni passate ha giocato con la numero 11 quando faceva il laterale a sinistra o con la 8 quando giocava a centrocampo. La prima volta che ha indossato la numero dieci è stato molto contento ma anche sorpreso, perché ha capito che il mister confidava in lui”.

Cos’ha fatto dopo il gol di Nicola?
“Ho chiamato subito il padre per fargli i complimenti, era al settimo cielo. E’ una soddisfazione grandissima che lo ripaga di tanti anni di sacrifici”.

Ci racconta la sua storia?
“La famiglia Zalewski si trasferì in Italia nei primi Anni ’90. Hanno vissuto a Poli (dove vivono tutt’ora), vicino Tivoli, ma dai 14 ai 18 anni di Nicola lui e il papà hanno preso una casina vicino Trigoria per non fare su e giù ogni giorno e aiutarlo nella scuola. E durante quei quattro anni il padre ha davvero pensato a tutto”.

Cosa le ha detto quando l’ha sentito dopo il gol?
“Giovedì sera ci siamo mandati qualche messaggio: io gli ho inviato i video del gol e della sua intervista nel post partita, lui mi ha risposto con qualche faccina divertente come fa sempre. Ieri invece ci siamo sentiti al telefono, era molto contento ma sa che non ha ancora fatto nulla. Il percorso comincia ora”.

Chi è il giocatore della prima squadra che gli dà più consigli?
“Lorenzo Pellegrini, senza dubbio. Da quando Nicola si allena con la prima squadra l’ha preso sotto la sua ala. Dopo il gol contro il Manchester United c’è stato un bellissimo abbraccio tra loro”.

Quali sono gli hobby di Zalewski fuori dal campo?
“Passa molto tempo con i suoi amici di Poli e con la fidanzata Carlotta, con la quale sta da più di due anni. Anche lei è una sportiva, Nicola va spesso a vedere le sue partite di pallavolo o le gare di equitazione”.

Come lo scoprì?
“L’ho conosciuto quando aveva 12 anni, me l’aveva segnalato un amico. Quando lo andai a vedere rimasi subito colpito dalle sue qualità. Il primo appuntamento con il papà fu alla Borghesiana dove aveva una partita, a fine gara andai a parlargli e scoprii subito una persona molto disponibile. Lì iniziò quello che ancora oggi è un ottimo rapporto, la Nike si interessò subito a Nicola e gli fece firmare il primo contratto a 14 anni”.

FONTE: calciomercato.com

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