Serie A

Razzismo, Eto’o: “La Curva Nord ha sbagliato”

Samuel Eto’o è sempre stato attento alle problematiche sociali sia del suo paese, il Camerun, sia dei giocatori di colore, avendo lui stesso subito atti di razzismo sia dentro che fuori dal campo.

Eto’o sul razzismo

 “L’ho vissuto di più fuori da un campo di calcio, dove ti trattano in un modo se non ti riconoscono e in un altro quando poi invece capiscono chi sei. E’ il comportamento della nostra società, il calcio ne è solo un riflesso. Infantino, la sera del Best Fifa, ha detto una cosa molto importante: ‘Non più parlare: fare’. E lo ha detto il capo del calcio mondiale. Abbiamo bisogno di regole anche nel calcio, ma regole dure – non una multa di cento euro – e da rispettare.

E’ una responsabilità di tutti, ma noi non siamo dirigenti e dunque dico: ‘Per favore, signori dirigenti di calcio e politici, ci rimettiamo a voi perché prendiate decisioni che possano cambiare la vita di tutti’. Uscire dal campo è la soluzione giusta. Il calcio muove tantissimo denaro, ma gran parte degli attori che lo generano sono ragazzi neri. Se un giorno, in tutti i campi del mondo, con l’aiuto dei colleghi bianchi, decideranno di non giocare, ecco: credo che cambierà molto. 

Far giocare le partite a porte chiuse è sbagliato, punisce anche chi non ha colpe. In campo ci sono non so quante telecamere di sicurezza: possiamo sapere esattamente cosa chiunque sta dicendo, e in che momento. Ok, quelli non devono entrare più in uno stadio. Mai più. E non solo in uno stadio: quello che succede lì dentro è quello che succede ogni giorno nella nostra società.

La Curva Nord ha scritto che gli ululati non sono razzismo, ma solo un modo per innervosire gli avversari? Se vuoi innervosire qualcuno, hai un milione di modi per farlo: glielo dirò, è un mio dovere proprio per il rispetto che ho per loro. E dirò loro che credo sia giusto rettificare. In futuro vorrei essere ricordato non come un calciatore, ma come un ragazzo che ha portato qualcosa al calcio. E l’ha aiutato a lottare contro il razzismo”. 

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