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ESCLUSIVA TCN – Young Boys, Sørensen: “Arrivai per caso alla Juventus, un giorno vorrei ritornare in Italia”

Protagonista di ben sei stagioni in Serie A tra Juventus, Bologna ed Hellas Verona, Frederik Sørensen è passato in estate allo Young Boys dopo due anni trascorsi in Germania al Colonia. In un’intervista esclusiva concessa ai microfoni di TuttoCalcioNews, il difensore ha innanzitutto parlato di quest’annata che vede gli svizzeri competere anche in Europa League:

La stagione sta andando bene, in campionato siamo ad un punto di distanza dal Basilea che è la squadra da battere. In Europa League, invece, giovedì giocheremo contro il Feyenoord: sarà una partita importantissima perché abbiamo bisogno di tre punti ed è fondamentale vincere in casa nelle coppe”.

L’intervista di TCN a Sørensen

In seguito, il danese ci ha spiegato i motivi per cui ha deciso di accettare la corte dei campioni di Svizzera in carica: “Quest’estate ho avuto l’opportunità di venire allo Young Boys, un club che gioca le competizione europee e ciò mi ha stimolato molto. Al Colonia sono arrivato ad un punto di non ritorno e ho preso questa decisione, anche per mettermi in mostra in Europa”.

Un po’ di richieste dall’Italia ci sono sempre state, poi non so nello specifico perché su queste cose non mi concentro visto che c’è il mio procuratore. È chiaro che un giorno vorrei ritornare in Seria A perché è un ottimo campionato, ma al momento sono concentrato soltanto sullo Young Boys. In futuro vedremo cosa succederà”, ha dichiarato il 27enne.

Sørensen sulla Juventus

Inevitabile, successivamente, fare un bel indietro e ricordare come è avvenuto l’approdo di Sørensen alla Juventus grazie all’intuizione dell’attuale direttore sportivo bianconero, Fabio Paratici: “All’epoca in cui mi notò era lo scout della Sampdoria. Quell’estate si trasferì insieme a Delneri e Marotta alla Juve e chiaramente ha proseguito il lavoro che stava svolgendo a Genova. Quindi il mio arrivo in bianconero è avvenuto un po’ per caso ed è coinciso col percorso di Paratici: se Fabio fosse rimasto alla Samp, probabilmente sarei andato lì“.



Rimpianti? È chiaro che mi sarebbe piaciuto restare un po’ di più, soprattutto nell’anno in cui hanno vinto il primo scudetto. Ero giovane e il club, dovendo costruire una squadra per ritornare in Champions League, difficilmente avrebbe puntato su un 19enne. Non ho nessun rammarico, anzi sono molto onorato di aver giocato nella Juventus. Non mi sarei mai aspettato di entrare subito in prima squadra: ho fatto qualche allenamento così bene da convincerli a non rispedirmi più in Primavera. Una cosa del genere non avrei nemmeno potuta sognarla: sono arrivato lì per giocare un anno nelle giovanili e dopo due mesi e mezzo ero già con i più grandi”, ha rivelato il classe ’92.



Guardando invece al presente, l’ex bianconero si è concentrato sulle possibilità di vittoria della Vecchia Signora anche in campo europeo: “La Champions League te la giochi seriamente a marzo/aprile, quindi parlare già adesso di vittoria va bene ma non puoi sapere in che condizioni arriverai in primavera. Poi la concorrenza è molto forte. In ogni caso, la Juventus ha la squadra per poter vincere ma dovrà avere quel pizzico di fortuna che non ha avuto nelle altre finali. Me lo auguro per loro”.

Il gioco di Sarri aiuterà la Juve a vincere? Non lo so, anche perché con Allegri hanno raggiunto comunque due finali e non credo che il gioco incida più di tanto. Secondo me è più importante avere esperienza e sapere a cosa vai incontro. Dopo che hai giocato una finale e sai quanto è dura arrivarci, le volte successive riesci ad affrontare meglio i quarti di finale, le semifinali ecc. Magari stavolta con un Ronaldo in più, che sa buttarla dentro nelle finali… Non sto qui a giudicare il gioco di Sarri e Allegri perché non sono così esperto, ma posso dire che la Juventus ha buone possibilità di andare molto lontano, ha sottolineato il danese.

Sørensen su Barzagli, Bonucci e Chiellini

Durante la sua militanza nella Juventus, il centrale dello Young Boys ha avuto la fortuna di veder nascere la BBC bianconera composta da Barzagli, Bonucci e Chiellini: Sono tre difensori molto molto forti e persone stupende, insieme hanno creato una vera e propria fratellanza con Buffon in questi anni. È chiaro che puoi solo imparare da loro per come si comportano nei confronti dei tifosi, degli sconfitti e anche nelle vittorie: basta osservarli per apprendere molte cose. Chi mi ha aiutato di più? Sicuramente Chiello, era lui a darmi più consigli perché era un leader già da tempo ed era il più “anziano” dei tre”.

E a proposito di Chiellini, Sørensen ha voluto dedicare un pensiero al capitano della Juventus vittima di un brutto infortunio a inizio stagione: “Ho scritto a Giorgio dopo l’infortunio: lui è fortissimo a livello mentale e non ho dubbi che ritornerà più forte di prima. Lui è così: se cade sette volte, si rialza otto volte. Sento ancora qualcuno di quella squadra? Se li incontro faccio due chiacchiere, ma all’epoca ero giovane e quindi era difficile stringere legami personali con giocatori del genere molto più grandi di me”.

Sørensen su Conte

Negli ultimi mesi a Torino, prima di passare in prestito al Bologna, il 27enne ha avuto la possibilità di allenarsi alle dipendenze di Antonio Conte:Il mister ha le sue idee e sono molto chiare, è veramente forte nella tattica e riesce a leggere bene le partite. È un tecnico che non si accontenta mai e si aspetta sempre il massimo da tutti: sia quelli della Primavera che i più anziani devono allenarsi sempre al 100%. Questa sua voglia ti spinge a fare qualcosa di importante e ciò ti fa ottenere risultati alla fine”.

“Che rapporto avevo col mister? Quando ho parlato con lui mi ha detto che sarei dovuto andare altrove per un po’ di tempo per giocare di più. Lui puntava maggiormente sul gruppo italiano e sui più esperti: visto che ero molto giovane e non avevo ancora dimostrato cosa potevo fare, per me sarebbe stato impossibile giocare 20/30 partite come ho fatto poi a Bologna”, ha ricordato l’ex numero 43 bianconero.

L’Inter può vincere con Conte? Sicuramente sta già facendo qualcosa di importante, vedremo se quest’anno riusciranno a ribaltare la Juventus dal trono. Se non accadrà in questa stagione, magari potrà avvenire nella prossima annata. Con lui hanno iniziato un nuovo ciclo: avrà bisogno di un po’ di tempo per far capire i suoi schemi ai calciatori, ma già adesso sta facendo molto bene”, ha dichiarato Sørensen.

Sørensen su Pioli

Passando sull’altra sponda del Naviglio, lì dove si è appena insediato Stefano Pioli, il difensore ha parlato così del neo-tecnico del Milan che ha avuto ai tempi del Bologna: “Pioli è un allenatore che guarda molto al gruppo. Secondo me riuscirà a risollevare il Milan che si è un po’ perso negli ultimi mesi: può essere il tecnico giusto per permettere alla squadra di fare un salto di qualità. È una brava persona che riesce sempre a riunire la squadra. Avrà bisogno della fiducia della società e dei tifosi, ma lui ovunque è andato ha sempre fatto bene e ci riuscirà anche questa volta”.

Sørensen su Bologna e Verona

Successivamente, sempre parlando a proposito del campionato nostrano, il centrale difensivo ha anche analizzato gli altri due club italiani in cui ha militato:Il Bologna ha fatto una bella squadra, c’è molto entusiasmo e secondo me possono lottare per un piazzamento dal decimo posto in su. Il Verona arriva dalla Serie B e, ovviamente, il loro unico obiettivo deve essere quello di salvarsi il prima possibile: soltanto dopo aver raggiunto i 40 punti potranno pensare di scalare qualche posto in classifica”.

“Seguo sempre la Serie A e penso che il campionato italiano sia migliorato tantissimo negli ultimi anni. Giocare in Italia aiuta un giocatore a migliorare sia a livello difensivo che individualmente. Ho imparato molte cose facendo allenamenti specifici con i vari tecnici che ho avuto in Italia. Ad esempio, il guardare dei video per capire come posizionarsi bene col corpo sono cose che si fanno solo in Serie A e non altrove. L’attaccante più difficile da marcare? Cavani, ha rivelato il numero 3 dello Young Boys.

Sørensen su Schöne

Da danese a danese, Sørensen ha lanciato questo messaggio a Schöne: “Conosco un po’ Lasse ed è fortissimo. Ha delle qualità tecniche molto importanti e da giocatore non potrei consigliargli nulla, al massimo come mangiare la pizza (ride, ndr). È lo straniero con più presenza nell’Ajax e deve stare soltanto tranquillo, anche se la situazione del Genoa è un po’ difficile. Ma sono sicuro che con le sue qualità saprà cosa fare”.

Sørensen e la Danimarca

Nonostante le 150 presenze tra Serie A e Bundesliga, il calciatore non è mai riuscito ad imporsi anche nella Nazionale danese: “Ho fatto una partita due anni fa, poi l’anno scorso non ho giocato tanto col Colonia e ho perso il posto: il mio è un ruolo in cui la Danimarca ha 6/8 giocatori molto forti in competizione tra loro”.

“L’attuale CT ha sempre puntato sugli stessi quattro centrali e non ha quasi mai cambiato nessuno, quindi non mi faccio speranze per gli Europei perché lui ha già in testa i suoi 23 convocati. Ad agosto arriverà un nuovo tecnico, quindi se adesso darò il 100% magari avrò più possibilità di essere convocato in futuro”.

Sogni e obiettivi per il futuro

Il difensore, infine, ha confidato le sue prospettive future: Vivo molto nel presente e voglio passare il turno di Europa League con lo Young Boys, oltre a vincere il titolo che sarebbe il terzo consecutivo e quindi sarà difficile. Poi dopo si vedrà, intanto sono qui un anno in prestito e poi ho ancora un altro anno di contratto col Colonia. Quello che accadrà in futuro è difficile da prevedere: può darsi che domani arrivino delle super offerte oppure no. Quindi bisogna viverla serenamente e pensare soltanto a spaccare in campo“.

Ciro D'Auria

Napoletano classe '95, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Al di là della passione viscerale per il calcio, nutre un grande interesse per il basket e il tennis, oltre che per l'arte e il gaming.

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