Allegri su Juventus – Fiorentina: “Scudetto vinto a Bologna: dobbiamo festeggiare”

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Allegri su Juventus - Fiorentina, le parole del tecnico bianconero  che ha commentato la gara vinta e la stagione dell'ottavo scudetto

Allegri su Juventus – Fiorentina, con il tecnico dei bianconeri che ai microfoni di Dazn al termine della sfida che ha conseganto l’ottavo Scudetto consecutivo dei bianconeri, ha commentato la stagione.

Allegri su Juventus – Fiorentina, le parole del tecnico bianconero

Sono molto contento perché abbiamo raggiunto un traguardo importante, abbiamo vinto la metà dei trofei che abbiamo giocato. Siamo rimasti ordinati nel primo tempo e nella ripresa l’abbiamo portata a casa. E’ uno Scudetto che va festeggiato, non è facile vincerlo. Abbiamo vinto il campionato a cinque giornate della fine a testimonianza della stagione che abbiamo fatto. Gli avversari forti ci sono stati anche quest’anno in Champions, a ottobre ho visto giocare Tottenham e Barcellona e ho visto i catalani favoriti”.

“Noi abbiamo peccato, è una questione psicologica. La squadra non si deve scomporre, martedì sul 2-1 mancavano ancora trenta minuti e potevamo rimontare. Gli imprevisti vanno saputi gestire, ho portato l’esempio ai ragazzi dell’esordio contro il Chievo quando abbiamo subito diverse ripartenze. La cosa che va migliorata e che la partita va giocata in serenità, è questo che dopo fa la differenza nelle partite importanti e determinanti. E’ normale che in tutte le partite bisogna migliorare tecnicamente, in questo mese farò qualche esperimento per provare qualcosa di diverso soprattutto per il futuro”.

“Gli anni precedenti abbiamo subito qualche flessione, visto il calendario si doveva schiacciare sull’acceleratore. Il campionato lo abbiamo vinto a Bologna, in mezzo alla partita con l’Atletico e con il Napoli. E’ stata la partita decisiva di questo campionato. Abbiamo avuto tantissime problematiche, abbiamo lavorato meno del solito.

Su quale tipo di campionato è meglio affrontare: “E’ una roba mentale, c’è pressione dall’esterno. Al primo anno mio l’abbiamo vinto a quattro giornate dalle fine e andavamo fortissimo in Champions. E’ stato un rincorrere gli infortunati, spesso ho allenato soltanto quattordici giocatori. Nonostante i punti che abbiamo di vantaggio è stato difficile. Bisogna per forza schiacciare l’acceleratore per non arrivare punto a punto nel finale”.

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