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FOCUS TCN – Serie A, Schick e Milik chiamati al gol in questa 11^ giornata

Serie A Schick Milik: un gol per ribaltare la stagione partita male

Serie A che si sta confermando sotto certi aspetti davvero diversa rispetto agli anni passati. Pochissimi gol su punizione diretta e anche poche reti per gli attaccanti. Sotto la lente d’ingrandimento non possono non finire Schick e Milik. I calciatori di Roma e Napoli sono stati pagati rispettivamente 42 e 30 milioni. Maggiormente giustificato il romanista comunque, poco utilizzato da Di Francesco e schierato in campo in una zona a lui non troppo congeniale.

Schick, una crisi che parte da lontano: colpa non solo di Di Francesco

Partendo proprio dall’attaccante giallorosso va sottolineato che il suo scarso feeling con il gol parte da lontano: dalla scorsa stagione. Di Francesco ha parlato poco fa in conferenza stampa prima della gara contro la Fiorentina annunciandolo come possibile novità nell’attacco della Roma.

Quella di domani potrebbe essere una partita di svolta per l’attaccante della Repubblica Ceca, che segna tra l’altro abbastanza di frequente con la sua nazionale. Per lui una media di quasi un gol ogni due match disputati con la casacca del suo Paese. Dalla Sampdoria ad oggi sembra un altro giocatore, cambiato sì dagli infortuni, ma solo in parte. Il tempo delle scuse sembra essere finito.

Milik, involuzione pazzesca

Per quello che riguarda invece Milik, una involuzione pazzesca che quest’anno era tutt’altro che pronosticabile. Dopo le reti che l’anno scorso hanno aiutato il Napoli nel finale di stagione, ci si aspettava da lui un rendimento diverso. Il gol nell’esordio di Serie A contro la Lazio è stato un pò come uno “specchietto per le allodole”, soprattutto per i tifosi partenopei che hanno ancora fiducia in lui, e giustamente. Ora un attaccoa due Mertens-Insigne dà maggiori garanzie ad Ancelotti, chedomani comunque darà una grande opportunità a Milik in casa contro l’Empoli. I due brutti infortuni ai legamenti crociati rappresentano il passato per lui, ma è ora di darsi una svegliata.

 

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