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Juve e Napoli, la Serie A se la gioca chi pianifica

Anche per questa stagione la lotta al vertice, aspra come non mai, se la giocano dagli unici due club che sanno pianificare a lungo termine.

La continuità gestionale porta al risultato

Seppur percorrendo strade diverse, Juventus e Napoli sono oggi in vetta. Oggi come ieri verrebbe da dire, ma anche come l’altro ieri. La base, quella solida su cui poggia uno spogliatoio e una squadra fortemente unità è quella indissolubile dei due allenatori, Allegri e Sarri.

Entrambi siedono sulla panchina dei loro rispettivi club da più di tre anni e fanno del credo delle loro idee uno zoccolo duro facilmente riconoscibile, palpabile anche dagli avversari, come un segno di riconoscimento. E’ proprio da questo blocco di partenza che riesce tutto più facile e si riesce a mirare ad una continuità di risultati che Roma e specialmente Inter, non riescono a perseguire.

Il continuo ricambio di tecnici per giallorossi e nerazzurri  non può che influire in maniera negativa su due società che oggettivamente hanno difficoltà nel seguire la propria squadra da vicino. Il cambio di moduli, schemi e interpreti ed una continua rifondazione in sede di calciomercato rappresentano poi l’ingrediente finale.

Idee chiare sul mercato

Juventus e Napoli non a caso hanno deciso di rafforzare il potenziale delle loro rose pianificando già prima dell’apertura del mercato. I bianconeri hanno venduto chi era insoddisfatto, mentre i partenopei hanno deciso di confermare in blocco tutti gli uomini della passata stagione. Due politiche manageriali non dissimili tra loro, che da sempre aiutano a portare al successo. La Roma ad esempio, si è trovata ad una settimana dalla fine del mercato con “l’obbligo” Schick, servito più ad accontentare la piazza che non Di Francesco. L’acquisto della punta, obbligato a giocare da ala, non sta dando i suoi frutti, proprio per la suddetta lacuna societaria.

Juventus e Napoli non sono sempre in lotta per caso. Solo chi pianifica a lungo termine può ambire a certi risultati, a fare quasi cento punti in un anno solare. Due squadre che fanno il bene del nostro movimento calcio anche all’estero e che dovrebbero essere seguite come modello e non solo in termini di insulti.

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