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RG Ticino, mister Celestini: «Il tempo quest’anno ci giocherà a favore»

Il buon esordio dell'RG Ticino che nella prima uscita stagionale, ha messo in mostra alcune buone individualità come il 2002 Marco Fondi

Il buon esordio dell’RG Ticino che nella prima uscita stagionale, l’amichevole di Montjovet con il Foggia persa 4-2, ha messo in mostra alcune buone individualità come il classe 2002 Marco Fondi, attaccante da pochi giorni giunto da Legnano e autore di un gol di pregevole fattura che ha segnato il momentaneo vantaggio sui “Satanelli” di Zeman, conferisce vigore alle aspettative di vedere una squadra che possa dire la propria nel complicato girone A di Serie D.

Una prima assoluta per la compagine ticinese di Costanzo Celestini, che approccia alla stagione con lo stesso entusiasmo con cui la squadra ha chiuso lo scorso campionato vincendo lo spareggio di Vercelli con La Biellese. “Partiamo con tanta voglia di fare bene – confessa lo stesso tecnico – perché per una società partita dalla Seconda categoria e arrivata a giocare un campionato nella massima serie dei Dilettanti si può parlare di impresa storica. E’ una prima volta per tutto l’ambiente e come tutte le prime volte c’è sempre grande emozione nell’approcciare una stagione che, comunque vada, sarà in ogni caso difficile da dimenticare. Credo e spero che tutti facciano quanto in loro potere per esprimersi al meglio, primi tra tutti i giocatori quando verranno chiamati in causa perché poi alla fine i veri protagonisti saranno loro e affrontare la Serie D è allo stesso tempo difficile e affascinante: dovremo avere grande coraggio per confrontarci con tutte le migliori squadre che ci troveremo di fronte, saranno tutte partite bellissime da giocare”.

Sarà un RG Ticino che si affaccia a questa stagione, complici anche i problemi estivi a cui è andato incontro il Novara, come la realtà forse più importante di tutto il calcio provinciale; un ulteriore propellente a far bene anche se, in primis, Celestini un pensiero lo vuole dedicare proprio alla formazione azzurra. “Personalmente mi dispiace che una realtà con un passato dietro le spalle come quello del Novara scompaia in una sola estate dal calcio professionistico, la ritengo una sconfitta per tutti e io mi auguro che le cose si possano in qualche modo aggiustare per vederla quanto meno iscritta tra i Dilettanti per cominciare gradualmente una risalita verso il calcio che conta: una città come Novara deve avere la propria squadra e faccio il tifo affinché si possa trovare in fretta una soluzione”.

Il mercato ticinese ha portato in dote a Celestini tanti nuovi giocatori che il tecnico, nelle prossime settimane, dovrà inserire appieno in un sistema rodato e oliato come quello mostrato dai verdegranata nella scorsa stagione anche se l’impressione è che la dirigenza possa ancora regalare qualche altro colpo per rendere ancora più competitivo il roster di partenza. “Tutto si può sempre migliorare – glissa Celestini – ma l’importante era ripartire e cominciare a giocare qualche amichevole per trovare un’unità di intenti tra vecchi e nuovi giocatori, che devono memorizzare movimenti e posizioni che sono poi richiesti in campo. Rispetto all’anno scorso, quando sono arrivato non conoscendo praticamente nessuno, partiamo però con un grande vantaggio che gli stimoli che dà una categoria come la Serie D vanno a completare. Per assurdo potrebbe diventare più semplice giocare in Serie D con questa squadra che non avere l’obbligo di vincere l’Eccellenza, a livello mentale può incidere in maniera positiva sulla stagione dei giocatori. Non vogliamo sfigurare contro formazioni gloriose come possono essere Legnano, Varese e Sanremese, anzi faremo di tutto per metterle in grande difficoltà”.

Non avere il peso del pronostico sulle spalle è la principale differenza rispetto alla scorsa stagione nell’idea di Celestini, che sa di poter programmare la partenza senza assilli: “Il tempo quest’anno ci giocherà a favore perché in Eccellenza, pur vincendo ogni domenica, non c’era mai la soddisfazione parziale perché l’unico obiettivo era quello legato alla conquista della vittoria del campionato e quindi si viveva tutto con maggiore ansia. In Serie D non avendo quest’obbligo avremo la possibilità di gestire meglio anche qualche eventuale passo falso, consapevoli che la sconfitta può anche non generare particolare apprensioni dando a tutti, soprattutto ai giovani, la possibilità di rendere al meglio senza eccessiva pressione. La Serie D è una bellissima vetrina soprattutto per i più giovani, che possono crescere in un ambiente in cui trovano tecnici preparati e avversari stimolanti per mettersi ulteriormente in mostra”.

FONTE: notiziariodelcalcio

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