Calcio estero

Calcio USA, abolito il divieto di inginocchiarsi durante l’inno americano

L’ondata di proteste a seguito della morte di George Floyd è esplosa in tutto il mondo. Dopo settimane di scontri tra i manifestanti e la polizia, ora i cortei marciano pacificamente. Anche lo sport è sceso in campo, come ad esempio Lebron James e altre star d NBA e NFL. Un forte segnale è arrivato dalla Federcalcio a stelle e strisce.

Proteste razzismo USA

La federazione calcistica statunitense ha abolito il divieto di inginocchiarsi durante l’inno. Il gesto, fatto per la prima volta dal quaterback Colin Kaepernick, è diventato il simbolo della protesta non violenta. Qualche anno fa diventò illegale, dopo che il presidente Trump definì gli atleti che non si alzavano in piedi davanti alla bandiera come “figli di puttana che andrebbero licenziati”.

C’è da dire che il mondo del calcio USA non è nuovo alle proteste: Megan Rapinoe, Pallone d’Oro femminile del 2019, si è sempre posta in difesa dei diritti della comunità LGBT. Molto spesso nell’ultimo mondiale si è rifiutata di cantare l’inno, suscitando l’ira di The Donald.

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