Serie A

Pradè sul mercato della Fiorentina: “Sono soddisfatto all’80%”

Si è chiusa da poche ore la sessione di calciomercato estiva e a fare un punto della situazione è il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè, che in conferenza stampa ha dichiarato: “Sono qua per prendermi le responsabilità, nel bene e nel male, in quanto uomo mercato. Avevo chiesto pazienza, ora chiedo comprensione. Abbiamo deciso di lavorare su questi giovani, sono delle piantine che vanno annaffiate e fatte crescere”.

Pradè su mercato Fiorentina: “Ora spetta a Montella costruire il puzzle”

“Penso ad esempio a Ranieri: è un calciatore forte, ha fatto un errore ma è stato attaccato. Vedrete che la prossima volta non lo rifarà. Siamo una delle squadre con l’età media più bassa d’Europa, è un modo di lavorare e di far capire che stiamo facendo qualcosa di nuovo. Ovviamente abbiamo dovuto prendere anche dei giocatori esperti, per aiutare i giovani a crescere”.

Sul saldo del mercato:

È 5 milioni in passivo, considerando tutto. Il presidente mi ha dato carta bianca col budget, avevo una cifra molto più alta. Ma spendere tanto per spendere non serve. C’è il mercato di gennaio e c’è un anno di transizione sportiva da portare avanti. Operazioni che mi hanno deluso? Nessuna, siamo stati chiari. All’inizio abbiamo detto che Chiesa non era in vendita e alla fine è rimasto. E le altre società hanno fatto lo stesso. L’unico che abbiamo lasciato andare è Raphinha per un discorso di costi, poi abbiamo scelto fra Ghezzal e Oudin, il primo ci dava caratteristiche che non avevamo”.

Ci sono cessioni che non siete riusciti a concludere?
“Siamo tanti, effettivamente. Gli unici che non rientravano nel nostro progetto iniziale erano Eysseric, Dabo e Thereau, mentre Cristoforo era in dubbio. Ci siamo incontrati e abbiamo parlato, non dimentichiamoci che il presidente ha sempre confermato tutti. Quelli che ho detto saranno reintegrati e faranno parte della rosa, poi spetterà a Montella fare valutazioni. Il tecnico, anche per quanto mi riguarda, ha tutta la fiducia del mondo anche perché non ha mai lavorato con un gruppo formato. Le prime operazioni le abbiamo fatte a metà luglio, siamo sempre stati col cartello ‘lavori in corso’. Ora Montella deve costruire il puzzle perché la squadra è coperta in ogni reparto, possiamo fare tanti moduli, abbiamo fatto investimenti importanti e con margini come Lirola e Pedro“.

Che acquisto è Pedro?
“L’operazione partiva da 20 milioni, l’abbiamo preso a cifre più basse. Poi abbiamo completato la difesa con Caceres e Dalbert, trattenuto Ceccherini e preso l’esterno sinistro”.

Tonali era un’idea?

“Tonali ci piace, è forte. All’assemblea di Lega Joe ha parlato con Cellino, il quale ha detto di non volerlo vendere e per questo abbiamo chiuso con quell’idea. La stessa cosa vale per De Paul: abbiamo un grande rapporto con Pozzo, lo sa il presidente e lo sa Claudio Vagheggi che ha un ottimo rapporto con gli agenti del ragazzo”.

Perché la Fiorentina ha scelto di non riscattare Luis Muriel nonostante il diritto?

“Quando siamo arrivati l’opzione d’acquisto era scaduta, non era più nel circuito fiorentino. Non si è parlato di altro perché era già rientrato a Siviglia”.

Perché si è scelto di puntare su Bobby Duncan?

“Vergine lo segue da tanto e il presidente lo ha voluto accontentare. Lavorerà con la Primavera, ma vogliamo vederlo anche con la prima squadra. Certo il Centro Sportivo unico avrebbe aiutato”.

Qual è il compito principale di Montella?

“Le due sconfitte mettono amarezza. Col Genoa c’è stato un black out, ma alla fine potevamo pure pareggiare. Perdere col Napoli ci sta. Vincenzo deve costruire, ci deve dare identità e deve far crescere questi ragazzi”.

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