Serie Minori

Pistoiese, sindaco Tomasi: “Bisogna scongiurare la scomparsa del club”

La metà di giugno è superata e gran parte delle società sportive sta già iniziando a programmare la prossima stagione

Eppure la Pistoiese è ancora ben lontana dall’aver definito un quadro dirigenziale e sportivo in grado di sostenere questo impegno.

Pistoiese: invariata la situazione del club

La situazione è rimasta tale e quale a quella dello scorso 3 maggio, quando all’indomani della retrocessione in Serie D Orazio Ferrari ha deciso di fare un passo indietro rassegnando le dimissioni da presidente e manifestando la volontà di cedere le quote societarie in possesso della propria famiglia.

Pistoiese: diversi volti per la cessione della società

Da quel momento sono stati diversi i volti passati per l’ufficio del sindacoAlessandro Tomasi, garante per un’eventuale cessione della società a terzi, ma nessuno di questi incontri è sfociato in una trattativa concreta. Nemmeno il colloquio telefonico avuto con Pino Ruggieri, che alcuni giornali avevano erroneamente riportato come avvenuto in presenza.

Tomasi: “Al momento nessuna offerta concrete”

Inoltre aggiunge: “Rispetto a quanto riportato da alcuni giornali, voglio specificare che non c’è stato alcun incontro in presenza con rappresentanti della società Arcus Immobiliare. Fino a questo momento abbiamo avuto soltanto un contatto telefonico con il signor Ruggieri, il quale mi ha presentato una progetto differente da quello che cerchiamo in questo momento: non comprare la società, insomma, ma fare una proposta all’amministrazione per intervenire sullo stadio”.

Tomasi: “Non accetto condizioni imposte da nessuno”

Il primo cittadino della città toscana spiega: “Voler fare calcio in città e creare un progetto sportivo è una cosa bella e che io auspico; l’idea di fare un investimento in città è aperto a tutti. Nel corso degli anni abbiamo ricevuto proposte simili ma non si è mai concretizzato niente. Come sindaco non posso accettare che si condizioni l’eventuale acquisto della Pistoiese con l’obbligo di fare investimenti immobiliari. L’ambito sportivo e l’ambito infrastrutturale possono essere prese in considerazione, singolarmente o parallelamente, ma non si possono incrociare”.

Tomasi: “No ad essere ostaggio degli avventurieri”

“La trattativa con il signor Ruggieri al momento è interrotta – ha specificato il sindaco di Pistoia – Non è quello di cui abbiamo bisogno oggi. Se la loro è proposta esclusivamente immobiliare ne possiamo anche riparlare in futuro, ma adesso dobbiamo pensare a salvare la squadra. Alcune delle persone che abbiamo incontrato hanno manifestato interesse ma la trattativa non è sfociata in niente di concreto, altri soggetti non posso dire nemmeno che fossero soggetti seri”.

Tomasi: “Non è più il tempo dei tatticismi”

Se dall’esterno non sembra giungere niente di concreto, il fronte interno resta bloccato e silente. “I tempi stringono – ha detto Tomasi – L’obiettivo è quello di avviare al più preso un progetto serio in grado di iscrivere la Pistoiese e di procedere con il progetto sportivo. Faccio appello a chi vuole bene alla pistoiese e a chi vuole fare calcio, di farsi avanti, anche nei termini di una gestione condivisa, allargata, che parta con un progetto e che magari possa rafforzarsi nel corso del prossimo anno con l’aggiunta di altre persone. Io rimango a disposizione; riceverò e ascolterò tutti come ho fatto fino a questo momento, ma il tempo sta per scadere“.

Tomasi: “Il rischio c’è, ma non lo voglio immaginare”

All’orizzonte sembra profilarsi sempre più nettamente l’eventualità della scomparsa della Pistoiese dal panorama calcistico toscano. “Il rischio c’è, ma non lo voglio nemmeno immaginare – ha commentato Alessandro Tomasi -. Il mio sogno è che si possa trovare una soluzione interna alla città e alla provincia. So che il momento è duro e che per le aziende non è facile, ma è la prospettiva più auspicabile. Del resto la Pistoiese ha sempre avuto presidenti del territorio”.

Tomasi: “Scongiurare la scomparsa del club”

“La prossima settimana abbiamo fissato una rendicontazione puntuale con il presidente della Holding, Andrea Bonechi – ha concluso il primo cittadino – Ai soci della Holding Arancione chiedo che si pensi a un piano b e anche a un piano c, continuando a lavorare a tutte le soluzioni. Un ritorno della famiglia Ferrari? Formalmente la società è ancora in capo a loro, ma dagli ultimi incontri mi è sembrata chiara la loro volontà di lasciare”.

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