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L’Olanda ai Mondiali: quante volte e con che risultati

La nazionale olandese è recentemente entrata nella storia dei mondiali per il record negativo di cartellini gialli in un solo match della Coppa del Mondo. L’incredibile risultato è stato refertato dopo il quarto con l’Argentina, nella quale l’arbitro spagnolo Mateu Lahoz ha estratto ben 17 cartellini gialli. Non tutti per gli Orange ovviamente, anzi, nei 120 minuti di gioco 8 sono andati all’albiceleste e 6 ai Paesi Bassi. Le altre ammonizioni sono avvenute dopo i calci di rigore, compresa quella del vice Walter Samuel.

Che fosse un incontro sentito si sapeva fin da subito. E anche il post-partita non è stato leggero, con Messi che è andato a muso duro verso van Gaal per rinfacciargli le sue dichiarazioni nel pregara. Il CT Olandese ha avuto, a suo dire, parole irrispettose, che non si addicono a un tecnico della sua esperienza. Facendo riferimento al mondiale 2014, quando l’Argentina eliminò l’Olanda ai rigori, van Gaal ha detto che “Messi non ha toccato nemmeno un pallone e non si può considerare un leader”. Sappiamo tutti com’è finita. Per scommettere invece su Qatar 2022, trovi online diverse promo dedicate ai mondiali, come il bonus di benvenuto Sisal.

Per rimanere in tema Olanda: sapete quante sono le volte che gli olandesi hanno partecipato a una fase finale di Coppa del Mondo? 11 su 22. Pur essendo una nazionale forte, piena di grandi campioni, non sono mai riusciti a sollevare la coppa al cielo, ed hanno un altro record negativo di 3 finali perse su 3. Solo la Germania ha saputo fare peggio, con 4 finali perse, ma almeno i tedeschi ne hanno vinte altrettante. L’Olanda invece no. Il suo palmares dice:

  • 3 secondi posti
  • 1 terzo posto
  • 1 quarto posto
  • 2 quarti di finale
  • 4 ottavi di finale

Vediamo allora quali sono stati gli anni in cui ci è andata più vicina:

Germania Ovest 1974

Erano gli anni del totaalvoetbal, il calcio totale, dove ogni calciatore si spostava dalla sua posizione e veniva subito sostituito da un altro. Precursore di quello che è poi diventato il tiki-taka nel calcio moderno, e il primo stile di gioco ad applicare pressing e fuorigioco. Trovò la sua massima espressione nell’olanda di Johan Cruijff.

Proprio grazie alle reti del giocatore più talentuoso del calcio olandese di tutti i tempi, tre volte pallone d’oro, l’Olanda superò tra gli altri Argentina (4-0) e Brasile (2-0). Nella finale contro la Germania Ovest si portò in vantaggio su calcio di rigore alla prima azione di gioco, ma il talento di Franz Beckenbauer, Uli Hoeneß e Wolfgang Overath permise ai tedeschi di ribaltare il risultato e vincere con il punteggio di 2-1.

Argentina 1978

Ancora l’Argentina nella storia dei Paesi Bassi. Non solo perché fu la nazione che ospitò la seconda migliore prestazione olandese, ma perché proprio contro l’Argentina persero in finale per 3-1. Il grande assente fu Johan Cruijff, che dopo l’europeo del 1976 decise di dire addio alla maglia della nazionale. Quella fu una finale ricca di polemiche. Venne giocata il 25 giugno a Buenos Aires, in uno stadio gremito di tifosi e carico di tensione. Dopo l’iniziale vantaggio dell’albiceleste, gli Oranje trovarono il pareggio e sfiorarono il clamoroso vantaggio al 90’ con il palo colpito da Rob Rensenbrink. Nei supplementari gli argentini ebbero la meglio, trovando il gol in due occasioni.

Lo stadio Monumental esplose nei minuti finali sotto la spinta euforica e nazionalista dei padroni di casa. Quello che creò maggiori polemiche fu l’estremo agonismo e il gioco violento degli argentini, supportati dal tifo altrettanto acceso sugli spalti. L’arbitro italiano Sergio Gonnella fu ampiamente criticato e ritenuto insufficiente dalla critica e dagli stessi olandesi, che lasciarono il campo a fine partita rifiutandosi di ricevere il premio per il secondo posto.

Sudafrica 2010

Dopo gli anni d’oro degli anni ‘70, non ci fu un seguito altrettanto glorioso. L’Olanda mancò la qualificazione nel 1982 e nel 1986. Poi una serie di alti e bassi, con un quarto posto nel 1998 e infine i mondiali in Sudafrica 2010, la terza finale disputata:

Si gioca a Johannesburg. Gli Orange arrivano carichi come non mai: avevano vinto tutte e otto le partite del girone di qualificazione e avevano una striscia di imbattibilità che durava da due anni. Tre vittorie su tre nel gruppo E contro Danimarca, Giappone e Camerun, poi la vittoria agli ottavi contro la Slovacchia, ai quarti contro il Brasile e in semifinale contro l’Uruguay. A guidare il gruppo il CT Bert van Marwijk, in campo campioni del calibro di Van Persie, Sneijder, Robben, Kuyt e il capitano Van Bronckhorst.

Dall’altra parte c’è la Spagna, prima volta in una finale mondiale. Arrivata al Mondiale 2010 come campione d’Europa in carica era data da tutti i bookmakers come grande favorita. Anche per loro 10 vittorie nelle partite di qualificazione, poi un primo posto nel gruppo H con 2 vittorie e una sconfitta. Ottavi di finale contro il Portogallo, quarti di finale contro il Paraguay e le semifinali contro la Germania.

L’Olanda si presenta con Wesley Snaijder a quota 5 gol, stesso score per David Villa per la Spagna. È una partita ricca di tensione e molto spezzettata, piena di falli e carica di nervosismo. Finisce 0-0 nei tempi regolamentari. Nel secondo tempo supplementare viene espulso per doppio giallo John Heitinga, difensore olandese. Il gol del vantaggio (e della vittoria) arriverà a 4 minuti dalla fine per opera di Andrés Iniesta, che batte Stekelenburg con un tiro in area di rigore. Prima vittoria del mondiale per la Spagna, terza finale persa per l’Olanda.

Redazione Calcio

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