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Mourinho a Roma, un altro portoghese nella capitale che infiamma la serie A

Ricapitoliamo. In tre giorni la serie A ha prima restituito lo scudetto all’Inter dopo undici anni e a vincerlo è stato Antonio Conte, l’uomo che aveva vinto i primi tre dei nuovi scudetti bianconeri consecutivi, e poi restituito al calcio italiano José Mourinho che aveva vinto l’ultimo scudetto nerazzurro nel 2010. Tutta la faccenda si gioca sull’asse Milano Roma visto che è nella capitale, sponda giallorossa, che il portoghese allenerà per tre stagioni. La notizia è diventata ufficiale nel pomeriggio. E queste sono le prime parole del tecnico da allenatore della Roma.

Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico. Daje Roma!

Parole tipicamente mourinhiane, anche se ‘daje’ ultimamente è un rafforzativo inflazionato e utilizzato dappertutto, non ultimo da chi sponsorizza Raggi per la riconferma al Campidoglio.

La via portoghese

E’ suggestivo come le operazioni che negli ultimi tre anni hanno fatto più scalpore siano tutte lusitane, visto che questo arrivo per la panchina sta a quello di Cristiano Ronaldo alla Juve per il campo nel 2018. Ed è anche suggestivo il contrappasso della Roma, che sceglie il secondo allenatore portoghese consecutivo nella stessa giornata in cui annuncia che Fonseca lascerà la guida tecnica al termine della stagione. Sono due opposti, Fonseca e Mourinho. Tanto pacato, elegante, qualcuno dice docile il primo, quanto focoso, passionale e divisivo il secondo. Non c’è dubbio che la serie A ritrovi un protagonista capace di infiammare gli animi, di tifosi e addetti ai lavori, come nessun altro. Che lo faccia a Roma, una piazza nella quale il chiacchiericcio quotidiano può condizionare le stagioni e che solo ieri sera fantasticava sul gioco che Sarri avrebbe dato alla squadra in un affare considerato ormai chiuso, è già adesso il mix più esplosivo che si potesse immaginare per accendere interesse sulla prossima stagione. Qualche dubbio invece viene sulla tempestività dell’operazione, perché come Cristiano Ronaldo arrivò alla Juve nella parabola discendente della carriera, anche Mourinho sembra vicino al tramonto. O almeno così è andata nelle ultime due esperienze inglesi, al Manchester United dove comunque vinse un’Europa League, e al Tottenham dove è arrivato soltanto un esonero quasi offensivo nei confronti di uno come lui, subito prima della finale di coppa di Lega persa contro il Manchester City e sostituito da Ryan Mason, allenatore dell’Under 23 e diventato il più giovane allenatore dei top club europei. Solo tre giorni fa la Gazzetta dello Sport pubblicava un approfondimento il cui titolo era: ‘Mourinho è ancora lo Special One?’ e molto si è scritto, nelle ultime due settimane, sulla parabola di un allenatore che continua a essere amato a scatola chiusa dallo spogliatoio ma che non sembra più essere in sintonia con il calcio che cambia a velocità vorticosa, almeno dal punto di vista dei risultati. Di sicuro alla Roma, anche se la possibilità di vederlo davvero tre anni seduto su questa panchina aggiunge ulteriori dubbi a un fascicolo già voluminoso, non si domanderanno più se i giocatori stanno dalla stessa parte dell’allenatore. Anche se lo stesso Mourinho non sa quale coppa europea giocherà la prossima stagione, e nemmeno se la giocherà. Al momento sarebbe la nuova Conference League, ma il settimo posto dei giallorossi è minacciato dal Sassuolo distante solo due punti e quello che succederà nelle ultime giornate è un’incognita, con una squadra a pezzi dal punto di vista fisico e con un allenatore con la valigia in mano a quattro giornate dalla fine del campionato.

La serie A 2021-22

Già adesso promette scintille, di sicuro verbali. Ai nastri di partenza, a meno di cambi di scenario estivi, ci sarà Conte che proverà a dare all’Inter una dimensione anche continentale e Mourinho che proverà a dare un dispiacere a lui e ai tifosi, molti dei quali lo considerano l’ultimo dei veri interisti così come molti juventini considerano Conte l’ultimo dei loro. Anche se la Roma al momento non sembra pronta per un mercato in grado di trasformarla in una contendente per lo scudetto, al piatto potrebbe ancora aggiungersi Allegri se diventerà concreta la restaurazione bianconera dopo la rivoluzione fallita delle ultime due stagioni e al quadro potrebbe aggiungersi almeno uno tra Sarri e Spalletti, visto che la panchina del Napoli sarà lasciata libera da Gattuso. Se tutti e cinque fossero al via del prossimo campionato, ipotesi al momento remota ma chissà, diventerebbe la serie A più gustosa dal punto di vista comunicativo del nuovo millennio. Non basterà per risollevarla da quello tecnico, visto che dall’estero i nomi migliori o i più suggestivi continuano ad arrivare o tornare dopo avere dato il meglio altrove, ma sicuramente ci sarà da divertirsi.

FONTE: infobetting.com

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