Rass. StampaSerie A

Milan-Roma, doppio ex Panucci: “Rossoneri da Champions, giallorossi più deboli”

Oggi commissario tecnico dell’Albania, nel corso della sua carriera da instancabile terzino Christian Panucci ha vestito tante maglie importanti. Tra queste, quelle di Milan Roma che nella prossima giornata di campionato si affronteranno allo stadio “Giuseppe Meazza”. Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Panucci ha parlato del big match.

Le parole di Panucci

“Milano è stata la mia fortuna. Ci sono arrivato a 20 anni e a Milanello ho trovato compagni straordinari che mi hanno cambiato la mentalità. Il Milan significa scudetto, Champions, profumo d’Europa, cultura del lavoro ed educazione calcistica. Gente come Tassotti, Baresi, Maldini e Donadoni mi ha fatto capire la strada giusta. Allenamento alle dieci e mezza, io arrivo puntuale alle dieci e trovo Baresi che è lì dalle nove e trenta. Qualcosa mi dice che ho comunque sbagliato orario… Quel nucleo di giocatori a mio parere è irriproducibile.

A Roma avevo 28 anni, era la mia seconda giovinezza e mi è uscita fuori tutta la serietà professionale maturata fra Milan e Real Madrid. Roma significa grandi emozioni, una sensazione particolare che scopri solo se ci vai a giocare. Arrivi all’Olimpico, senti la curva e diventi un lottatore senza paura. Roma è anche dove abito, non per caso.

Allenare un giorno a Roma o Milano? Tornare dove si è giocato è molto bello. Roma, in particolare, sarebbe un sogno per le emozioni vissute. Auguro a Di Francesco di restare tanti anni, ma spero che la vita e il destino prima o poi mi portino lì”.

Su Maldini e Totti

“Maldini? Mi viene da ridere quando sento dire che Paolo non ha esperienza per fare il dirigente. Il calcio e il Milan sono il suo mondo, ha sulle spalle quasi mille partite e quindi vi chiedo: saprà parlare alla squadra o ‘vedere’ un giocatore? Nel pallone serve gente che ha fatto calcio, perché c’è anche chi ci entra arrivando da un altro mondo. Maldini ha trasmesso a tutti noi i valori del Milan. L’insegnamento più importante che mi ha dato è in questa sua frase: ‘Il mio avversario più grande sono io stesso’. L’accoppiata con Leonardo mi piace molto, sono due persone per bene e Leo è un dirigente esperto. Possono costruire un Milan vincente.

Totti? Lui è un’istituzione. Per i giocatori ha un valore importante, è una figura ‘pesante’ nei rapporti con la squadra e rappresentare il club anche a livello di immagine per lui è un bel ruolo. Ma io me lo ricordo ancora in campo: vedeva dove gli altri non vedevano. Un genio immenso”.

Paolo Siotto

Giornalista pubblicista dal 2015, collabora per l'Occhio da giugno 2019 dopo diverse esperienze con testate locali tra cui il quotidiano Metropolis. Redattore per SalernitanaNews, nel tempo libero ama dedicarsi alla buona musica.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button