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Luparense, Bacchin: «Sogno il professionismo»

Il portiere, classe 2002, originario di Villa del Conte, dalla scorsa estate indossa la maglia della Luparense FC disputando una stagione di qualità

Il portiere, classe 2002, originario di Villa del Conte, dalla scorsa estate indossa la maglia della Luparense FC disputando una stagione di qualità. Dopo gli inizi da bambino allo Sporting 88, veste per dieci anni i colori del Calcio Padova allenandosi anche in Prima Squadra.

Filippo, da dove nasce la Tua passione per il calcio? Ripercorriamo la Tua carriera

«Fin da piccolo ho sempre giocato a casa con il papà. In squadra ho cominciato a 8 anni allo Sporting 88 di Abbazia Pisani vicino a San Martino di Lupari. Ho iniziato a giocare a calcio facendo l’attaccante, però non sono durato neanche una settimana. Ho provato in porta e l’allenatore decide di mettermi tra i pali in tutte le partite. Già durante le partitine tra compagni, se un portiere mancava, ero io a sostituirlo e così ho capito che questo era il mio vero ruolo. Da piccolo poi prendevo molto di più la palla con le mani che con i piedi. Verso la fine del mio primo anno allo Sporting, mi chiama il Calcio Padova e vado a fare i tre provini. Sono stato accettato e da qui comincia la mia carriera biancoscudata che dura per ben dieci anni».

Raccontiamo gli anni al Calcio Padova

«Sono stati anni meravigliosi: mi sono affezionato anche alla città, oltre che alla squadra. Una seconda casa per me. Fin da piccolo andavo a vedere le partite della Prima Squadra con mio papà, quindi c’era molto feeling. Gli anni con questa maglia mi hanno cresciuto anche a livello di persona. Verso i 16 anni ho cominciato a fare campionati nazionali giocando contro Milan, Inter, Juventus e varcare quel calcio che conta. Gli ultimi tre anni li ho fatti su e giù, allenandomi anche con la Prima Squadra, con i professionisti. Nel 2018 con la serie B mi allenavo come quarto portiere. Nella stagione 2019-2020, invece, sono stato arruolato come terzo portiere e ho fatto un’annata veramente da ricordare, collezionando le prime panchine. Purtroppo, non è arrivato l’esordio, ma squadra e società mi hanno veramente formato come giocatore e come persona».

Cosa rappresenta per Te il portiere, Filippo. Come descriveresti il Tuo ruolo?

«Il portiere secondo me è il ruolo più importante, devi sempre essere concentrato. È un ruolo, però, ingrato: devi saper infatti reagire alle difficoltà. Il portiere vede tutto, vede la partita e deve saper comandare bene i compagni, soprattutto la difesa. È un ruolo in cui la personalità conta tantissimo, soprattutto quando si è giovani. Bisogna saper comportarsi, reagire».

Veniamo al Tuo arrivo alla Luparense. Raccontiamo la chiamata e la Tua stagione con i colori rossoblù

«L’estate scorsa l’ho trascorsa sempre giocando a calcio. Con il Padova abbiamo ripreso a maggio 2020, abbiamo fatto i Playoff uscendo con la Juventus Under 23. Nel frattempo, un giorno ho ricevuto la chiamata del Ds Briaschi per disputare con la Luparense il campionato di serie D. C’erano altre squadre che mi volevano, come ad esempio la Manzanese. Ho scelto la Luparense perché è una società ambiziosa ed è anche vicino a casa. Siamo partiti ad agosto: un gruppo nuovo per me. Conoscevo solo Alessio Menato che è arrivato anche lui da Padova. Siamo un team molto unito. Con i più grandi c’è un bel rapporto, soprattutto con Dario Venitucci, Andrea Munaretto e con il Capitano Alberto Rubbo. Devi sempre essere pronto ad ascoltare tutti loro perché essendo i più vecchi ne sanno e hanno più esperienza. Da loro sto imparando anche attraverso i consigli che mi danno. In campionato, a livello personale sto facendo bene e sono contento: per me e per la squadra. Sogno i professionisti con questa maglia, ma in questo momento l’obiettivo è quello di varcare la soglia dei Playoff».

In questa stagione hai dimostrato grande professionalità e grandi capacità. Le Tue parate valgono come tanti gol rossoblù: in numerose occasioni hanno salvato il risultato della squadra e regalato vittorie. Ora guardiamo al futuro. Sogni e desideri di Filippo Bacchin.

«In allenamento bisogna lavorare sempre a testa bassa, con grande umiltà, concentrazione e determinazione. Sono sempre dell’idea che lavorando molto poi i risultati arriveranno.

È vero che ho parato dei rigori e ho fatto le mie parate però fanno parte del gioco e del mio ruolo: il portiere deve parare. Gli obiettivi di quest’anno sono i Playoff con la Luparense. A livello personale, sicuramente sarà il Professionismo, si spera con i Lupi: vorrei che il calcio diventasse il mio lavoro».

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