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Parma, Lucarelli racconta: “Quella volta che persi la testa con Cassano…”

Dalla biografia “L’ultima bandiera” di Alessandro Lucarelli spicca un retroscena che vede protagonista Antonio Cassano. L’episodio, finora inedito, spiega difatti come arrivò l’addio del barese durante la stagione che portò il Parma al fallimento.

Litigio Lucarelli-Cassano: il retroscena

“Erano tutti d’accordo. E con tutti intendo anche Cassano. Qualcosa però andò storto. Dopo le mie parole, fu l’ora dell’allenamento… e Antonio, dalla distribuzione delle casacche capì che non sarebbe stato titolare. Apriti cielo (…) Pensò bene di rilasciare un’intervista in cui denunciò la situazione dei mancati pagamenti. Peccato che soltanto il giorno prima mi avesse garantito che non avrebbe parlato. Non disse nulla a nessuno, fece la cosa per puro tornaconto personale. Voleva andare via e per questo fece nuovamente casino”.

“La domenica, il patatrac. Io andai in tribuna perché squalificato, lui in panchina perché Donadoni aveva deciso così da giorni. I tifosi al Tardini, però, videro la scelta del mister come una punizione per la denuncia fatta da Cassano. E così iniziarono a invocarlo (…) Ma ciò che mi fece letteralmente perdere la testa fu quando lo vidi andare sotto la Curva Nord a fine partita, una cosa che lui si era sempre rifiutato di fare al termine di ogni gara. Questa volta, perché gli tornava utile, andò a parlare con i tifosi (…) Quando vidi quella scena, non capii più nulla”.

“Partii dalla tribuna saltando i gradini quattro a quattro, mi fiondai nello spogliatoio, sentii gridare Mirante: “È inutile che fai il fenomeno”. Proprio quello che mi serviva per chiudere definitivamente la vena e lanciarmi verso il compagno che aveva tradito la nostra fiducia. Feci in tempo a urlargli: “Sei un bast***o, sei un pezzo di m****”. Poi intervenne Luca Bucci, il nostro preparatore dei portieri, sollevandomi di netto e portandomi dentro alle docce. Tirai un cazzotto talmente forte da staccare il doccino, ma fui marcato stretto e non mi mossi da lì per un quarto d’ora. Giusto il tempo di permettere a Cassano di andarsene. Di lì a poco avrebbe rescisso”.

Ciro D'Auria

Napoletano classe '95, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Al di là della passione viscerale per il calcio, nutre un grande interesse per il basket e il tennis, oltre che per l'arte e il gaming.

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