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Harakiri Lazio in Europa League, il problema è in difesa

Lazio Europa League, una corsa che termina prima del previsto

Dopo le continue ottime prestazioni della Lazio in Europa League si era intravista da qualche parte la speranza di poter vedere la Lazio addirittura in una finale europea. Così non è stato però e i demeriti vanno tutti alla Lazio. La squadra ha avuto la colpa di non reagire a quella tremenda valanga di gol scivolatagli addosso dal 52′ al 56′ con una facilità che ha dell’incredulo.

Proprio questo dovrebbe far riflettere Simone Inzaghi. La questione difesa resta certamente il tema più scottante a Formello. Nonostante il modulo non sia cambiato e lo stesso allenatore biancoceleste abbia affondato pienamente le radici nel suo 3-5-1-1, c’è qualche movimento collettivo che non è più lo stesso.

E’ vero, arrivati a questo punto della stagione le gambe si imballano e la benzina scarseggia. Lucas Leiva, dopo anni di panchina in quel di Liverpool si è ritrovato a giocare 40 partite consecutivamente, lo stesso si può dire di Parolo e se il centrocampo non aiuta in fase difensiva, puoi avere anche Nesta e Maldini, ma qualcosa lo si concede sempre.

Da De Vrij a Luiz Felipe, la Lazio “balla” dietro

Tra un De Vrij che ha già annunciato il suo addio a fine stagione ad un Luiz Felipe mai del tutto perfetto nelle sue prestazioni, la Lazio ha cominciato a difettare in difesa. La questione relativa all’olandese è stata gestita male, soprattutto a livello di comunicazione. Da capitano, forse anche i tifosi stessi, si sarebbero aspettati un comportamento diverso, degno di chi indossa la fascia. Non è un caso che la Lazio dal momento del suo dichiarato addio abbia cominciato a subire la media di 1,2 gol a partita, quasi il doppio rispetto a prima.

Ma la questione difesa non può e non deve essere imputabile al solo De Vrij (che resta comunque il più forte per distacco in quel reparto), ci sono altre componenti che possono far quadrare al meglio la situazione. Ad esempio Luiz Felipe, un brasiliano così atipico da non saper giocare nemmeno troppo bene il pallone coi piedi. Un calciatore dal pedigree tutt’altro che da squadra di medio-alto livello. Troppi i 6 gol presi dal Salisburgo (non il Real Madrid o il City), troppe le reti incassate in campionato negli ultimi 2-3 mesi. Con il potenziale offensivo che dispone questa squadra, gettare tutto alle ortiche per delle accortezze difensive sembra un vero spreco.

Quando in panchina c’è un certo Martin Caceres, titolare con l’Uruguay, pluri Campione d’Italia con la Juventus ed ex Barcellona, va schierato. Per esperienza a livello internazionale, per caratteristiche tecnico-tattiche, per centinaia di ragioni. La Lazio ha fatto “Harakiri” ma chissà che in tutto questo non ne tragga giovamento per un rush finale di campionato che si preannuncia entusiasmante già dal derby di domenica prossima.

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