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Milan, Scaroni: “Puntiamo alla Champions League. Gattuso? Lui è il mio allenatore”

Da grande tifoso a presidente della sua squadra del cuore. Questo è quanto capitato quest’estate a Paolo Scaroni, scelto da Elliott per portare avanti la società rossonera. Oggi il numero uno del club ha parlato ai mi microfoni del Corriere della Sera, raccontando i suoi primi mesi da presidente dei rossoneri: “Cos’ho capito in questi due mesi? Che ci sono due montagne da scalare: una squadra che vince e un conto economico che sta in piedi. Vanno scalate assieme perché una sorregge l’altra. Quella sportiva è la più importante: credo che su questa abbiamo fatto passi da gigante portando a casa Leonardo e Maldini, che sono persone competenti, di qualità e sono milanisti”.

Riguardo l’arrivo di Leonardo e Maldini: “Questo ha dato fiducia all’ambiente, che si è tramutata in un incremento degli abbonamenti. Poi però la verità la dice il campo. A noi la squadra sembra giovane e forte, speriamo dia risultati. Il secondo successo è che abbiamo creato una società forte finanziariamente. Nell’ultimo anno la maggior parte degli articoli parlava di soldi. ‘Arrivano 10 milioni, non arrivano…’. Ora lo stato patrimoniale è solido e tutto in ottemperanza alle regole Uefa, la nostra stella polare. Resta il terzo grande tema: l’aumento dei ricavi”.

Ovviamente il nuovo Milan punta ad ottenere subito gli obiettivi dentro e fuori dal campo: “Sul piano sportivo non ci siamo posti di andare in Champions quest’anno anche se credo che è lì che il Milan debba stare. Mi sono fatto l’idea che, per come si è evoluto il calcio, lo scudetto sia diventato meno importante, per il Milan sarebbe meglio essere e fare bene in Champions. L’obiettivo societario? Dotarci di un’organizzazione che sia in grado di tirare le reti della nostra presenza internazionale. Quanto resterà Elliott?  Il piano è a medio termine, diciamo dai tre ai cinque anni”.

Nella ricostruzione del club, manca la figura di un nuovo ad, il quale però sembra destinato ad essere ricoperto da Gazidis: “La trattativa con Gazidis prosegue. Il processo di selezione dell’a.d. deve essere fatto con calma e bene. Ogni volta che c’è qualche rallentamento, rassicuro tutti dicendo che intanto ci sono io, passo già metà del mio tempo qua, ce la metto tutta. L’a.d. deve avere un profilo che si sposi con i nostri obiettivi: il primo è aumentare i ricavi. È il punto di partenza: se noi fatturassimo 800 milioni potremmo permetterci Ronaldo”.

Scaroni ha anche parlato di Rino Gattuso: “Gattuso deve stare tranquillo, ma non credo che si agiti. È il mio allenatore, intanto perché ha fatto bene. Poi mi piace perché prende il suo lavoro con una serietà totale, ha un’aria che dice a tutti che con lui non c’è niente da ridere. Lo trovo simpatico e utile”.

Chiusura dedicata alla sentenza Uefa: “Intanto ci muoviamo su un territorio sconosciuto, non ci sono precedenti simili al nostro. Abbiamo un problema del passato, perché la violazione era sui bilanci pre-cinesi: ora la Uefa aspetta la motivazione del Tas che ha detto serve una sanzione equa e mi auguro ci sia comminata la più piccola possibile. Poi c’è il triennio che parte dal 2017-2018 per il quale il Milan dovrà fornire un piano credibile. Ci stiamo attrezzando”.

Pasquale Barbato

Avvocato per passione, giornalista di professione, Pasquale Barbato ha una sola missione: la sta ancora cercando. Tifoso del Napoli, ama i motori, la buona cucina e la sua fidanzata

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