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ESCLUSIVA TCN – Venezia, Poggi: “Vi spiego i progetti internazionali del club: la tournée in Asia è un obiettivo”

Veneziano DOC e oltre duecento presenze con la maglia arancioneroverde che lo hanno reso una della leggende più grandi del club lagunare. In mezzo le avventure importanti con le maglia – tra le altre – di Torino, Udinese e Roma. Stiamo parlando di Paolo Poggi, che oggi ricopre la carica di Responsabile dei Progetti Internazionali del Venezia. Un ruolo prestigioso e particolare di cui lo stesso ex attaccante ha parlato in esclusiva ai microfoni di TuttoCalcioNews:

È da tre stagioni che sono il Responsabile dei Progetti Internazionali di questo club. Quando sono arrivato, il presidente aveva nella sua programmazione l’utilizzo del nome di Venezia per sviluppare il brand al di fuori dei confini nazionali. In che modo? Innanzitutto partendo dall’idea di esportare la metodologia del nostro settore giovanile attraverso camp, academy, club affiliati e seminari per allenatori. Poi andando a cercare dei partner che avessero voglia di legarsi al nome della nostra città e della nostra società dei progetti, senza trascurare l’apertura di supporter club per legare la fan-base del Venezia. Tutto ciò sembrava difficile da portare avanti agli inizi perché il progetto è partito quando stavamo in Serie C. Ma grazie al buon nome della città e alla reputazione acquisita dalla nostra società la cosa ha funzionato a tal punto che adesso lavoriamo in quattro continenti“.

L’intervista a Poggi di TCN

Tutto parte da un progetto tecnico che solitamente consiste in un semplice camp coi ragazzi. Dopodiché cerchiamo di stabilirci per cercare delle partnership commerciali: la mission è quella di avere anche un ritorno economico alla fine. Approcciamo i possibili partner grazie all’aiuto dei vari consolati e alle ambasciate italiane all’estero perché la prima cosa che ci interessa è essere credibili sin da subito. All’inizio investiamo sempre di tasca nostra, in modo tale da dimostrare il nostro valore e cosa possiamo fare attraverso la qualità delle persone che siamo. In seguito, se il nostro lavoro piace, cominciamo a sviluppare la cosa in maniera più decisa stabilendo un’academy oppure trovando delle collaborazioni coi governi per lavorare sulle scuole pubbliche. Capita anche che qualche azienda privata all’estero ci chieda di fare delle attività per conto dei dipendenti o dei loro figli”, ha spiegato nel dettaglio il 48enne.

Tra le missioni recenti più importanti svolte da Poggi per il Venezia figurano quelle in paesi asiatici come Mongolia e Corea del SudIn Mongolia siamo riusciti a concordare le prime attività mentre in Corea del Sud abbiamo incontrato tante amministrazioni locali: adesso stiamo raccogliendo dei feedback per capire qual è la più funzionale per poter sviluppare il nostro lavoro. In generale, cerchiamo sempre di trovare delle persone che ci diano fiducia perché vogliamo che il nostro brand venga valorizzato. Il nostro obiettivo non è andare dove si guadagna, bensì dove c’è la possibilità di fare un lavoro che duri nel tempo. Stati come la Mongolia stanno cercando di evolversi dal punto di vista calcistico e vedono il calcio come un prodotto che interessa alle nuove generazioni. Questi sono Paesi ideali per noi perché hanno voglia di investire nella formazione dei ragazzi e dei tecnici, seppur non siano così evoluti da poter spendere centinaia e centinaia di migliaia di euro”. 

“La cosa che ci contraddistingue è che non abbiamo un format fisso, ma preferiamo sempre modularlo a seconda delle richieste. Noi però preferiamo la qualità alla quantità, privilegiando luoghi dove percepiamo che ci sia la possibilità di fare un lavoro a medio lungo termine. Adesso andremo in Cina il 17 ottobre per un camp in collaborazione con una multinazionale, poi a gennaio saremo in Vietnam per lavorare in una scuola pubblica e ad aprile saremo nuovamente in Mongolia con delle scuole internazionali. Per ora non abbiamo inviato dei tecnici permanenti perché non riteniamo che sia arrivato il momento giusto per farlo. La tournée in Asia del Venezia, invece, è un obiettivo che ci siamo posti e vogliamo raggiungerlo al più presto, ha rivelato il dirigente veneto.

Poggi e il rapporto col presidente Tacopina

L’artefice del ritorno dell’ex centravanti è stato il presidente Joe Tacopina, una figura che Poggi ha descritto così ai nostri microfoni: “È stato il presidente Tacopina a voler partire con questo progetto: a lui stanno a cuore tutte le cose che stiamo facendo a livello internazionale e vuole essere aggiornato ogniqualvolta si torna da un viaggio. Lui si presta molto preparando dei messaggi di saluto da mostrare ai nostri partner internazionali. Lo ringrazio personalmente per la fiducia che ha riposto in me assegnandomi questo ruolo con grande entusiasmo, perché sa bene che da veneziano e tifoso del Venezia lo svolgo innanzitutto con grande passione. A lui piacciono le sfide ed è bravo a trasmettere la sua voglia di combattere a tutti coloro che lavorano per la sua società”.

“Dopo i passaggi a Roma e Bologna ha deciso di mettersi in gioco da solo cercando una sfida che ha vinto per tre quarti: adesso gli manca solo qualche piccolo passo in avanti per completarla. Lui è abbastanza presente rispetto ad altri presidenti americani come Pallotta e Saputo, quando è presente in campo a guardare l’allenamento dà un messaggio positivo ai giocatori. È una persona che non passa mai inosservata, quindi riesce a incidere pur rimanendo in silenzio. Non voglio paragonare la nostra situazione alle altre dal punto di vista tecnico, ma penso che sia importante la presenza di un presidente al fianco della squadra in qualsiasi situazione. Tacopina c’è sempre stato, sia nel bene che nel male, ha evidenziato il Responsabile dei Progetti Internazionali dei Leoni Alati ribadendo la sua stima personale per l’americano.

Poggi su Torino e Udinese

Successivamente, chiudendo la parentesi relativa al suo Venezia, Poggi ha analizzato il momento attuale di due dei club in cui ha militato da giocatore: Al momento il Torino potrebbe pensare di competere per il 4° posto, ma non credo che la Roma e il Milan continueranno su questo trend perché alla lunga riusciranno a fare meglio. Ma i granata sono sicuramente tra le squadre che lottano per un posto in Europa. L’Udinese, invece, non sta trovando la chiave di volta per cambiare la tendenza degli ultimi anni. È una situazione che si porta avanti da 5/6 anni: sia la società che i tifosi non la vivono molto bene. Ogni anno c’è la speranza che le cose possano migliorare e poi ci si ritrova a dover lottare per non rischiare troppo. A livello tecnico è difficile giudicare se non si vive la quotidianità dello spogliatoio, mentre l’organizzazione del club è senza dubbio da scudetto”.

Poggi su Fonseca e Totti

Parlando invece di un altro suo ex club come la Roma, il classe ’71 si è concentrato in maniera particolare su una figura nuova come Paulo Fonseca e sull’ex capitano Francesco TottiBisogna aver pazienza con Fonseca. Mi ricorda molto Luis Enrique, che per troppa fretta è stato messo in disparte ad un certo punto. Per me, quando si fa una scelta così diversa dalla normalità bisogna avere la forza di perseguirla e difenderla sperando che le cose vadano meglio. Nel momento in cui si fa una scelta così estrema bisogna sapere che ci vuole tempo prima che tutto funzioni come si spera”.

Totti? La propria strada la si trova solo provando a fare tante cose finché capisci dove riesci realmente incidere di più. Anch’io appena ho smesso di giocare mi sono buttato a fare il dirigente a Mantova, ma dopo un anno mi sono accorto che non era ciò che volevo. Dopo venti anni da calciatore non bisogna aver fretta nel trovare subito un ruolo e pensare che sarà quello che farai per tutta la tua vita. Secondo me Francesco ha bisogno soltanto di andare a tentativi, fermo restando che lui ha le competenze per migliorare in qualsiasi ruolo visto l’esperienza che ha accumulato da giocatore”.

Poggi sul calcio di provincia

Allargando il discorso sullo stato attuale del calcio italiano, il dirigente dei lagunari ha espresso il suo punto di vista sulla possibilità di rivedere le provinciali nuovamente al top come nei decenni scorsi: “Nel calcio ci sono due strade: si possono avere talmente tanti soldi, come succede con Juventus e Inter, da riuscire a prendere il meglio per assicurarti di vincere oppure bisogna essere molto bravi nella programmazione. Io credo molto di più nella seconda opzione: per riuscire a fare qualcosa di importante è fondamentale programmare e accettare che le cose possano non andare bene fin da subito“.

L’Atalanta è la dimostrazione che se si insiste nelle proprie idee, prima o poi l’obiettivo si raggiunge grazie ad una proprietà seria, uno stadio nuovo e una programmazione tecnica mirata. Credo che questa sia la tendenza che seguiranno altre realtà. Il mio augurio è che ci sia un ritorno delle provinciali, anche perché sono le squadre che riforniscono la Nazionale. Per cui spero che l’Atalanta, così come l’Udinese negli anni scorsi, possa essere un esempio da seguire per tutte le altre”, ha proseguito ed auspicato l’ex bomber ritiratosi nel 2009.

Poggi e la figurina introvabile

Inevitabile, infine, parlare della famosissima figurina – venduta insieme a una marca di gomme da masticare – praticamente introvabile che l’ha reso ulteriormente celebre: “L’ho scoperto attraverso la trasmissione ‘Mi manda Rai 3’: mi hanno chiesto di rilasciare un’intervista per garantire di non sapere nulla di quello che stava succedendo a tutela dei consumatori. Sinceramente la vicenda della figura non mi dispiace ed è una cosa conosciuta anche all’estero: mi è capitato di incontrare un ragazzo in Cina che me ne ha parlato addirittura“.

“Io ho avuto la fortuna di giocare in Serie A negli anni ’90, quando il campionato italiano era la massima espressione del calcio mondiale. La figura è un episodio e non credo abbia inciso moltissimo perché la gente, ad esempio, si ricorda di me anche per il record del gol più veloce che resta ancora imbattuto. In ogni caso, sono soddisfatto della carriera che ho fatto ed essere riconosciuto per un motivo o per un altro non mi interessa molto. Il fatto che se ne parli tutt’oggi è un punto di vantaggio piuttosto che di svantaggio, sicuramente”, ha sottolineato il 48enne di Venezia.

Ad incrementare l’hype di Poggi è stata sicuramente anche la community a base di nostalgia calcistica anni ’90: “L’Operazione Nostalgia è una cosa fantastica. Quest’anno non ci sono stato ma ho giocato la partita dell’anno scorso a Parma: vedere la tribuna del Tardini piena di tifosi di squadre diverse con le maglie degli anni ’90 è stata una bella emozione. Tutti si divertivano e il colpo d’occhio era eccezionale. Il lavoro svolto finora da Andrea Bini (fondatore della pagina Serie A – Operazione Nostalgia, ndr) e di tutto il suo staff sia davvero lodevole”.

Ciro D'Auria

Napoletano classe '95, laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Al di là della passione viscerale per il calcio, nutre un grande interesse per il basket e il tennis, oltre che per l'arte e il gaming.

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