Serie A

Udinese, Masina: “Sarà emozionante giocare contro il Bologna”

Adam Masina, difensore dell’Udinese, ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport. Di seguito le sue parole.

Adam Masina, difensore dell’Udinese nell’intervista al Corriere dello Sport:

Sulla partita con il Bologna, ex squadra di Masina: “Sarà emozionante. Ci penso da due settimane. Dopo la rottura del crociato mi sono detto: voglio esserci. Per me è un ritorno a casa” 

Nell’intervista Masina si esprime sui tanti ricordi con i rossoblù: “La promozione, il gol contro la Roma. L’unico rammarico è non aver potuto salutare lo stadio. Era un periodo così: c’erano tensioni con l’allenatore, non ero sereno io, né il club. Speravo mi fosse riconosciuta la fascia di capitano. Avevo fatto riunioni con Gastaldello e Maietta per imparare a essere capitano. Invece niente. Ma non vivo di rimpianti, mi ha formato. Mi sentivo un ragazzo delle giovanili e mi sento bolognese al cento per cento. Qualche anno fa mi sarebbe piaciuto rimanere più a lungo, ma guardandomi indietro la scelta è stata giusta. Ho preferito imparare qualcosa all’estero, in Premier. E ora qui, all’Udinese: una società fantastica“.

Sul mancato ritorno al Bologna: “Avevo deciso di lasciare Watford e di tornare a casa. Allora ho fatto una chiamata tramite il mio agente. Loro mi hanno detto perché no, pensiamoci. Dopo un temporeggiamento abbiamo richiamato e le intenzioni del dt, Sartori, erano di puntare su altri giocatori. Il direttore è stato chiaro, molto sincero. Di questo lo ringrazio“.

Su Orsolini: “Io e Riccardo abbiamo un rapporto molto speciale: ogni volta che fa gol lo chiamo. Dunque quest’anno l’ho chiamato a ripetizione. È un ragazzo splendido, umile, un gran lavoratore. Mi era dispiaciuto sentirlo giù. In quel momento non si faceva apprezzare. Sarà bello incontrarlo in campo, saremo nemici per un’ora e mezza“.

Sull’esperienza all’Udinese: “E’ una tappa importante. Per il mio futuro e per la mia posizione in campo. La posizione di centrale, anche in una linea a quattro, mi dà la possibilità di imparare cose nuove”.

Sulla famiglia Pozzo: “Con Gino ci siamo avvicinati un po’ di più negli ultimi anni, mi ha sempre apprezzato, e gli sono molto grato. Mi ha voluto a Udine, mi ha chiamato quando ho avuto l’infortunio. Piccole cose che ti fanno capire la grandezza dell’uomo. Poi ho conosciuto il padre, ho trovato una grande passione da parte sua, incredibile. Ci incita, parla con la squadra, fa meeting, ci incoraggia. Che persona, e che cuore. Ha i suoi metodi quando la squadra non raggiunge i risultati che vorrebbe: il ritiro. Ma vedo tanta passione e voglia“.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio