Serie A

Torino, Cairo: “Juric resterà con noi anche il prossimo anno”

Urbano Cairo, presidente del Torino ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La politica nel pallone, trasmissione di GR Parlamento, in cui ha parlato della stagione dei granata, del futuro di Juric e del ritorno di Belotti. Di seguito un estratto delle sue parole, riportate da Toronews.

Torino, Cairo in un’intervista a La Politica nel Pallone: “Non riprenderemo Belotti”

Sulla stagione del Torino: “Mancano ancora 12 partite, aspettiamo a dare voti, 36 punti a disposizione sono tanti. Il giudizio è certamente positivo. Tanti giovani stanno crescendo e altri giocatori si stanno ritrovando come Linetty. C’è un bel mix tra giovani come Ricci, Ilic, Singo e Buongiorno e più esperti che sono sempre importanti. Se si merita un 7? Sicuramente sì. anche 7+ come dicevano Cocchi e Renato. Sono contento, sono contento”.

Sull’obiettivo Europa in classifica: “Con il Mister quando siamo partiti non ci siamo posti obiettivi. Però abbiamo fatto dei cambiamenti, alcuni sono stati venduti e altri sono rientrati dai prestiti. Sento dire che se avessimo tenuto tutti saremo un’altra roba. Ma se non vendi Bremer non prendi Schuurs, se tieni Praet non prendi Miranchuk, e così via. Certi giocatori non vengono per far panchina. L’obiettivo è fare un buon campionato, facciamo crescere i giovani e vediamo come va. Oggi siamo ottavi ma a -5 dall’Atalanta e a -1 dalla Juve settima. Abbiamo lasciato punti per strada come con Cremonese e Spezia, questo ci dice che non siamo lontani da un obiettivo importante, ma anche gli altri buttano i punti. Siamo in una posizione dove, pensando volta dopo volta, possiamo avere qualche ambizione, questo è sicuro”.

Sulla possibilità che Juric rimanga anche il prossimo anno: “Sicuramente sì. Abbiamo un contratto anche per l’anno prossimo, poi stiamo facendo ragionamenti per un rinnovo che però non è una cosa urgente. Da parte nostra c’è tutta la voglia, da parte sua c’è una riflessione che sta facendo, ma intanto abbiamo un altro anno di contratto. Il nostro è un progetto che si deve sviluppare in un arco almeno triennale ma anche di più. Abbiamo preso Ilic in un incontro apposito in cui mi disse: sì, prendiamo questo giocatore, perché io lo farò diventare forte, con noi potrà fare grandi passi avanti. Io ho dato ok, facendo una piccola pazzia, perché era un investimento al di là delle possibilità delle nostre casse. Forse è il maggiore che ho fatto da quando sono al Torino, il primo era Verdi, che non è andato come avremmo voluto. Ilic invece lo vedo già bene ora, ha un grande potenziale, sono contento“.

Sul ritorno di Belotti a Torino: “No, l’obiettivo è avere giocatori giovani e di prospettiva, quella pagina si è conclusa, è stata molto lunga, sette anni insieme sono un numero importante, ora dobbiamo pensare al futuro, il mondo è pieno di giocatori forti con potenzialità. Ad esempio Singo. Io lo presi nel 2019 perché il suo procuratore che è un amico, Maxime Nana, venne da me, e me lo segnalò. In quel momento, anche contro l’opinione di qualcuno che era con me, credetti a lui e presi quel giocatore. Si sta rivelando un giocatore forte. Ora abbiamo una rete di osservatori importante con a capo Giammario Specchia; ci sono almeno dieci persone in giro per il mondo che stanno facendo un ottimo lavoro di scout. Schuurs non è venuto fuori dal nulla ma dall’osservazione fatta da Vagnati e dai suoi collaboratori: prima di prenderlo lo hanno visto dal vivo più volte più persone diverse. Stesso discorso per Gravillon. C’è una grande attività di scouting sia nel settore giovanile sia nella prima squadra”.

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