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Milan, senti Savicevic: “Higuain più forte di Icardi”

Numero 10 del Milan dal 1992 al 1998, Dejan Savicevic conosce bene le emozioni del derby tra i rossoneri e l’Inter. L’attuale presidente della Federcalcio del Montenegro, ha parlato alla Gazzetta dello Sport del match in programma il prossimo 21 ottobre a San Siro.

Le parole di Savicevic

“Vedremo che succede nel derby, questo Milan mi piace. Gioca un buon calcio ed è in crescita: Higuain ha iniziato a segnare e trascina, Suso sforna assist: bella intesa. Le ultime gare mi hanno convinto: arrivano alla sfida con l’Inter in gran forma, giocano meglio dei nerazzurri. Il derby è imponderabile, come sempre, può succedere di tutto. Prendete l’Inter: mi ha sorpreso. Spalletti è un ottimo allenatore, ma era partito con una crisi di risultati e di gioco. Poi si è rimesso in piedi: con la Spal i suoi sono stati cinici, hanno avuto fortuna su quel rigore e con due tiri hanno vinto”. 

Meglio Icardi o Higuain?

“Sono due tipologie diverse di attaccanti. Io preferisco il Pipita, perché fa gol ma partecipa al gioco, assiste i compagni e migliora tutto il gruppo. Icardi è un finalizzatore straordinario ma è la squadra che deve mettersi al suo servizio. Nel Milan di oggi c’è abbastanza fantasia? Certo che sì. Quando hai uno come Suso in campo, il pallone gira benissimo. Qualcuno paragona il sinistro dello spagnolo al mio? Tutti noi mancini ci assomigliamo un po’. Di sicuro Jesus è un calciatore completo, ha tutto per diventare un grande. Quanto pesa la maglia numero 10 indossata da Calhanoglu? Per me contava poco, quando cominciavo a giocare non ci pensavo più. È la pressione addosso che può metterti in difficoltà, ma dall’esterno non posso spiegare quali siano i motivi del momento-no. Ha qualità e crescerà. In questo momento però il Milan sfonda da destra: Suso, ma pure Kessie. Sono gli uomini che risolvono con Higuain. E Bonaventura”. 

Il lavoro di Gattuso e Leonardo

“Gattuso sta lavorando bene, ma per un tecnico contano i risultati. La difesa prende gol da 13 gare di fila in Serie A, invece al mio Milan era quasi impossibile segnare? Era un calcio diverso rispetto a quello di oggi, e soprattutto noi avevamo un’altra difesa, forse la più forte nella storia del calcio. Tassotti e poi Panucci, Baresi, Costacurta e Maldini erano fenomenali.Se davanti a loro giocavano Rijkaard, Ancelotti, Boban o Albertini non cambiava molto…”.  “Leonardo e Maldini ai vertici del club? Mi fa piacere. Con poco tempo a disposizione Leo ha portato un campione come Gonzalo, adesso spero che scovi in Brasile i nuovi Kakà, Thiago Silva o Pato come aveva fatto nella prima esperienza da dirigente. Colpi azzeccati e a costi bassi”. 

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