Approfondimenti

La classifica dei dieci giocatori più cattivi di sempre

I giocatori più cattivi di sempre

Quali sono i giocatori più cattivi di sempre? Nell’epoca delle scarpette colorate, delle creste e dei tatuaggi, ci sono ancora calciatori che ricordano i tempi andati dello sport più seguito al mondo a suon di tackle ed interventi folli. In passato infatti erano frequenti le entrate killer sulle gambe degli avversari, tempi spesso rimpianti dai nostalgici del calcio. Soprattutto in Inghilterra, patria di questo sport che del resto nasce dal rugby, mix di sportività e cattiveria agonistica. Negli anni addietro dunque ci sono stati tanti calciatori etichettati come “macellai” ma ancora oggi, molti di questi sono in attività.

Ripercorreremo insieme la storia dei killer del pallone con una speciale classifica fatta di dieci giocatori distintisi per il loro modo rude di giocare a calcio. Molti di questi sono difensori, ma ci sono anche centrocampisti ed attaccanti, passati alla storia non solo per assist e gol. Troveremo inoltre diversi giocatori italiani a rappresentare il calcio nostrano in questa speciale graduatoria.

Inghilterra, patria di “macellai”

Come detto in precedenza, la verde Inghilterra ha dato i natali a tanti dei calciatori più cattivi. Partiamo da Duncan Ferguson dell’Everton il quale nel 1994 fu addirittura arrestato per un fallo. Ferguson era un attaccante e ad onor del vero non era inglese ma scozzese. Nella partita con i Glasgow Rangers rifilò una testata a John McStay prima di attaccare (e mandare all’ospedale) un tifoso in stampelle, un poliziotto ed un pescatore. Una folle giornata che gli valse tre mesi di detenzione.

Era inglese eccome invece Stuart Pearce, difensore classe ’62 in attività fino a due stagioni fa. Gli avversari lo chiamavano Psycho per l’atteggiamento che assumeva in campo ed è stato segnalato come il giocatore più cattivo di sempre della Premier League. Oggi fa l’allenatore ed è passato alla storia anche per la sua abilità a calciare le punizioni.

Il “re” Barton

Chiudiamo la parentesi britannica con Joseph Anthony Barton, noto come Joey. Centrocampista inglese classe ’82, si è ritirato lo scorso anno dopo una maxi-multa comminatagli dalla FA per aver violato il regolamento che vieta ai calciatori di scommettere. Barton dal 2006 ne aveva effettuate oltre 1200 e ha dovuto pagare una ammenda di 30 000 sterline. Lo stesso giorno, Joey annunciò di essere affetto da ludopatia e di volersi dunque ritirare dal calcio giocato. Nonostante una discreta carriera che lo ha portato anche ad esordire con la Nazionale maggiore, Barton è stato definito uno dei giocatori più violenti e controversi di sempre.

Nel 2004, ad esempio, era alla cena di squadra col Manchester City e spense una sigaretta nell’occhio sinistro di un giovane calciatore dei Citizens, Jamie Tandy. Gesto che gli costò una multa di 60 000 sterline. L’anno dopo fu cacciato dal ritiro in Thailandia – e costretto a pagare un’ammenda di 120 000 pounds – per aver aggredito un giovanissimo tifoso dell’Everton. Tanti gli “incidenti” nel corso degli anni, l’ultimo nel 2012 quando vestiva la maglia del QPR e attaccò tre giocatori del City dopo essere stato espulso per aver rifilato una gomitata a Carlos Tévez. A quel punto provò a dare una testata a Kompany ed una ginocchiata ad Aguero.

Dal Sudamerica alla penisola iberica

Anche in Brasile, Argentina e paesi iberici il calcio non è uno sport per signorine. Impossibile non menzionare Andoni Goicoetxea, passato alla storia come il “Macellaio di Bilbao” e per aver strangolato Diego Armando Maradona oltre ad avergli rotto malleolo e legamenti della caviglia sinistra.

Menzione inevitabile anche per Ramon Aguirre Suarez, passaporto paraguaiano ma di origini argentine e noto come “El Negro”. Nel 1969 ridusse il volto di Nestor Combin in una maschera di sangue nella finale di intercontinentale tra Milan ed Estudiantes poi vinta dai rossoneri. Suarez fu denunciato e squalificato per ben trenta giornate.

Chiudiamo col portoghese Pepe,  oggi in forza al Besiktas ed in passato perno della difesa del Real Madrid. Képler Laveran Lima Ferreira era uno degli stopper più temuti della Liga ed in particolar modo si è fatto notare per gli interventi duri e sconsiderati ai danni di Leo Messi; un pestone rifilato all’argentino gli costò dieci giornate di squalifica.

E in Italia…

Anche l’Italia ha dato origine, ed ospitato, alcuni dei calciatori più cattivi di sempre. Ad esempio il leccese Pasquale Bruno, soprannominato ‘O Animale. Nel giro di dieci anni collezionò oltre cento ammonizioni e cinquanta giornate di squalifica. Memorabile, se così si può definire, la reazione in un derby tra Juventus e Torino quando vestiva la maglia bianconera e fu squalificato per otto giornate a causa di una reazione alquanto vivace.

Il “re” dei macellai italiani è probabilmente Marco Materazzi, tra gli eroi dell’Italia di Lippi che vinse il Mondiale del 2006 ma anche uno dei difensori più temuti di sempre. Impossibile non ricordare il famoso pugno rifilato al difensore del Siena Cirillo, il quale fece vedere il labbro spappolato in diretta tv.

Ci sono poi quei giocatori non italiani ma che hanno giocato nel nostro campionato seminando il panico. Su tutti, il difensore olandese Jaap Stam che in Italia ha vestito le maglie di LazioMilan dal 2001 al 2006. Oggi allena il Reading ma da calciatore ha “segnato” molti avversari. Durante una gara tra Ancona e Lazio, il giocatore biancorosso Pietro Parente si ritrovò una mano al collo dopo aver detto qualche parola di troppo al difensore biancoceleste.

Chiudiamo questa classifica con l’uruguaiano Paolo Montero, classe ’71 di Montevideo. In Italia con la maglia di Atalanta Juventus, detiene l’infelice primato di ben diciassette espulsioni dirette. Rifilò un pugno a Gigi Di Biagio, giusto per dirne una, e scatenò diverse risse nei locali del Nord Italia. Si è ritirato nel 2007 prima di intraprendere la carriera da allenatore.

Paolo Siotto

Giornalista pubblicista dal 2015, collabora per l'Occhio da giugno 2019 dopo diverse esperienze con testate locali tra cui il quotidiano Metropolis. Redattore per SalernitanaNews, nel tempo libero ama dedicarsi alla buona musica.

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