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FOCUS TCN – Futuro Spalletti, un uomo lasciato solo

Futuro Spalletti, un uomo lasciato solo. Solo, a due giornate dalla fine di un campionato. A due giornate chiave per il raggiungimento della Champions League per l’Inter. Un allenatore che non ha avuto una società che lo difendesse, quando in questi giorni non si è fatto altro che parlare del suo successore. Nessuna voce, nessun comunicato, solo delle striminzite dichiarazione di fiducia fittizia da parte di Marotta.

Futuro Spalletti: “L’Inter prima di tutto”

Così come a Roma, anche a Milano, a lungo andare, la società ha lasciato da solo l’uomo e il professionista. Ogni domenica in conferenza a lottare contro papà Lautaro prima, lady Icardi dopo e ora con l’ombra di Conte. Nessun dirigente nerazzurro ha parlato davanti alle telecamere prima che ogni caso diventasse troppo grande da gestire. Zanetti completamente sparito, Ausilio inesistente e Marotta si è limitato a poche e povere dichiarazioni pre-partita. Ma Luciano merita tutto questo? Assolutamente no. L’ex Roma ha raccolto una squadra in macerie, dopo la disastrosa stagione marchiata De Boer – Pioli. Un club in piena crisi economica e di risultati sportivi, una piazza che era stanca di aspettare e che voleva vedere risultati. Il tecnico toscano ha preso questo cumulo di macerie e lo ha utilizzato per ricostruire una macchina che a tratti sembrava potesse competere con la Juventus, ma per davvero, salvo sprofondare nelle solite crisi d’identità di metà stagione. Nonostante ciò, grazie a lui, i tifosi sono tornati a riascoltare la musica della Champions e gli Zhang si sono salvati da una situazione distastrosa, attraverso un finale di stagione drammatico, pazzo. Quest’anno invece, l’allenatore nerazzurro potrebbe raggiungere di nuovo l’obiettivo con un turno di anticipo, nonostante una stagione degna del miglior Grande Fratello, con il caso Icardi, il caso Perisic e tutto il resto. Oltre ai risultati sportivi, il tecnico di Certaldo non ha mai e poi mai messo in secondo piano l’Inter, anzi, ha forse fatto tornare quell’interismo che mancava da tanto, troppo tempo nell’ambiente. Fino all’ultimo, viene prima il club, anche prima di se stesso, cosi come disse con il caso Icardi e Perisic, lo dimostrano le parole post Chievo: “Non è vero che rispondo male, ma difendo me stesso e difendo l’Inter. Lo dico agli interisti. Poi è giusto che Marotta vada a cercare il meglio per l’Inter”. Chiunque arrivi, fosse anche Guardiola, l’Inter  ha totalmente sbagliato: modi, valutazioni e tempi.

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