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L’Italia esce a pezzi dall’Europa: ma di cosa ci sorprendiamo?

L’Italia esce con le ossa rotte dal doppio confronto con la Spagna: un passivo totale che dice 1 a 7. La Juventus crolla sotto i colpi del Real Madrid di Cristiano Ronaldo, mentre la Roma anche con un pizzico di sfortuna si inchina al Barcellona. Titoloni di giornali e tanta meraviglia su tutti i portali italiani per la debacle in Champions League, ma mi e vi domando: “Di cosa ci meravigliamo?“.

Quale sarebbe la sorpresa?

Io mi sarei realmente meravigliato se una delle due squadre fosse uscita indenne dal campo, anche un pareggio forse sarebbe stato più che positivo. Da mesi parliamo del fallimento del calcio italiano sul panorama europeo, ma in questa due giorni di Champions qualcuno, forse troppi, l’hanno dimenticato. In primis rammendiamoci che tra meno di due mesi non vedremo la Nazionale Italiana partita per il ritiro pre-Mondiale in Russia. Qualcuno mi dirà e cosa c’entra?

C’entra e come. Il fallimento della Nazionale è figlio di una cultura sportiva in Italia completamente folle e senza alcun progetto di rinascita. Gli altri paesi hanno sempre imparato dai fallimenti per ripartire dalle macerie più forti di prima, gli esempi sono innumerevoli: su tutti la Germania. Noi invece, parliamo… parliamo… facciamo proclami e alla fine non facciamo esattamente nulla. La vergogna vissuta nelle settimane dopo la sconfitta con la Svezia a mio parere è il punto più basso toccato dallo sport italiano nei tempi moderni, paragonabile solo a Calciopoli. Non solo la delusione ed il fallimento, ma anche il totale menefreghismo dei vertici del calcio e dello sport italiano. Ancora oggi non esiste un progetto per rilanciare la Nazionale ed il calcio italiano. Si parla di riforme ma quando smetteremo di parlare ed inizieremo ad agire.

Fallimento europeo ?

Difficile non definirlo diversamente, ma con tutta l’onestà di questo mondo senza nemmeno troppi allarmismi. La Juventus si è inchinata ad una potenza, la Roma ha già superato le aspettative passando il turno della fase a gironi ed arrivando addirittura ai quarti di finale. Ci si meraviglia del crollo dei bianconeri in quanto in Italia il dominio è totale: si è vero ma. Serve una riflessione grande anche per i bianconeri che giocano un calcio molto pragmatico in Serie A che noi definiamo “provinciale. Tutti chiusi dietro la linea della palla in attesa dell’errore avversario per ripartire e punire, che si giochi contro il Napoli o contro il Benevento non importa. In Europa la musica cambia e non si può non evidenziare anche la questione arbitrale. Mi spiego meglio, l’atteggiamento arbitrale è nettamente diverso tra la visione italiana e quella europea: certi falli in Champions vengono puniti ed anche con severità, ed ecco che le statistiche per i bianconeri cambiano drasticamente. Aggiungiamo anche il Napoli al fallimento europeo, in quanto la delusione prima in Champions e la resa poi in Europa League sanno comunque di una sconfitta per il calcio italiano. Sarri in fondo aveva ragione sul discorso di non avere una rosa in grado di competere su più fronti, la ghiotta occasione per lottare per lo scudetto non poteva essere sprecata. E la stanchezza dei titolarissimi in questa fase conferma la tesi, figuriamoci se avesse giocato con impegno l’Europa League.

E allora il fallimento è ancora una volta del movimento calcistico italiano e di riforme che tardano ad arrivare. Ma soprattutto, credo si arrivato il momento che lo stesso Giovanni Malagò ci spieghi se esiste un progetto per il calcio italiano. Ricordiamo a tutti che il calcio in Italia non è solo passione, sport e fede, ma anche un’importantissima questione economica: un’industria che va tutelata a tutti costi.

Mirko Matteoni

Mirko Matteoni, classe 1986, napoletano doc. Responsabile di TuttoCalcioNews dal 2017, vanta numerose collaborazioni con testate nazionali ed internazionali. Ama viaggiare (se solo potesse), adora il Cilento e la buona cucina.

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