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Perché l’industria dell’intrattenimento e degli eventi sportivi è stata largamente dipendente dalle innovazioni della tecnologia mobile?

Pensare a quanto l'industria dell''intrattenimento e degli eventi sportivi sia cambiata nel corso degli ultimi anni ha dell'incredibile

Pensare a quanto un’industria fondamentale come quella dell”intrattenimento e degli eventi sportivi sia cambiata nel corso degli ultimi 15-20 anni ha dell’incredibile. Ancora ci ricordiamo delle serate dove si andava nel Blockbuster di turno ad affittare un video VHS per guardarlo sulla nostra TV, e restituirlo il giorno dopo. O ha giocato i suoi giochi sportivi preferiti online comprando dei CD.

Tutto è cambiato da allora – e davvero per tutti i campi: a partire dal cinema ad arrivare alla TV e alla musica.

L’introduzione della tecnologia mobile

Dopo le prime evoluzioni quasi sperimentali dell’inizio degli anni Duemila, con le costosissime videochiamate su uno schermo minuscolo, l’evoluzione tecnologica dei device è sempre andata a braccetto con quella dei protocolli di trasmissione, che ahanno aperte nuovi orizzonti a ciò che è possibile fare.

L’introduzione del 5G assicurata velocità di trasmissione 20 volte più elevate di quelle precedenti. Questo significa che un cellulare 5G ci permette di stare comodamente seduti nel nostro salotto e farci una bella partita a NetBet roulette per esempio, con un’esperienza davvero immersiva che ci fa sentire come se fossimo seduti a un vero tavolo da gioco, mentre magari stiamo scaricando un film in HD per guardarcelo dopo avere finito la nostra partita. E qualsiasi gioco, che sia il vostro gioco di casinò preferito o un vecchio gioco familiare come Mario o anche giochi di corse o a tema calcistico, avrà ora una grafica e una velocità di caricamento e immagini significativamente migliori.

Questo vale anche per i giochi sportivi. Ora puoi semplicemente guardare qualsiasi partita di calcio online e tifare la tua squadra preferita insieme ai tuoi amici.

Questo è ciò che significa un’evoluzione tecnologica di soli venti anni: un risultato che è tutto dipendente dall’evoluzione dei protocolli di comunicazione, e che ha cambiato in modo sostanziale tutta la filiera dell’intrattenimento.

Il nuovo mondo dell’intrattenimento

Una vera e propria “tempesta perfetta”. La possibilità di controllare e diffondere i contenuti da parte degli operatori è diminuita in modo sostanziale, con una crescita del potere degli intermediatori di contenuti. La rivoluzione di Netflix e di aziende quali Amazon le ha portate a diventare produttori di spettacoli quali serie TV di grandissimo interesse, in modo da approfittare di contenuti esclusivi e indisponibili su altri portali.

Una sfida che ha riguardato anche le TV tradizionali e ad abbonamento, che si sono viste “sfilare” da sotto il naso una fetta importante della loro audience e hanno dovuto correre ai ripari, iniziando a presidiare il mercato digitale con proprie proposte. Dato che la tecnologia ha sostanzialmente dissolto il legame contenuti – televisore, questa evoluzione del mercato era inevitabile, e sicuramente gradita per il pubblico.

La fine delle programmazioni

Il vecchio mondo dell’intrattenimento era legato a una programmazione oraria che doveva essere rispettata dal pubblico. Il cambio di paradigma, che ha reso la fruizione dei contenuti on-demand, ha sconvolto anche questa regola, e tutto ciò che ne conseguiva, come i costi degli spazi pubblicitari. Una volta gli spazi in prime-time avevano costi elevatissimi: oggi le pubblicità si stanno progressivamente spostando sui mezzi online, dove vengono utilizzate come supporto ai servizi di abbonamento che i diversi network digitali usano oggi.

Questo nuovo concetto di abbonamento per la fruizione dei contenuti sta riducendo l’importanza del mercato pubblicitario tradizionale, che si sta veicolando verso altre strade. Anche la distribuzione della musica è stata stravolta da queste innovazioni: mentre precedentemente gli artisti vendevano vinili o cd interi, al giorno d’oggi si possono acquistare i pezzi singoli su piattaforme quali iTunes e Spotify: ormai i lanci delle nuove canzoni sono diventati dei promo per pubblicizzare i tour e gli spettacoli dal vivo, che restano l’ultimo baluardo degli artisti musicali per guadagnare davvero come succedeva una volta.

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