Serie Minori

Esclusiva Nc. Tomassini per il dopo Vuthaj:”Qui per fare bene”

L'ex attaccante di Pineto e Matelica passato al Rimini nella sessione estiva parla dei suoi prossimi obiettivi di squadra

Rota e Tomassini
© foto di Rimini Calcio

Pazienza, la virtù dei detective, degli scrutatori di seggio e di chiunque voglia vincere qualcosa. Pazienza perché prima o poi arriverà il momento di andare a bersaglio. E chi sa pazientare, sa cogliere questo momento. La pazienza, nel mondo del calcio, è dote soprattutto degli attaccanti. Spesso le difese avversarie sottovalutano il momento, ipotizzando la giornata negativa dell’attaccante di riferimento, per poi pentirsi di averlo pensato. E’ il caso di Simone Tomassini, che spesso in tanti trasformano in Tommasini:” sono abituato, in carriera mi avevano perfino fatto una maglia col cognome sbagliato”. Il nuovo centravanti del Rimini arriva in Romagna con la consapevolezza che non sarà facile far dimenticare ai tifosi biancorossi un certo Vuthaj, ma con un vanto, quello che nelle ultime annate (esclusa l’ultima) è sempre andato in doppia cifra:” qualche noia muscolare ha penalizzato la mia ultima stagione, ma ora sto bene!”. Tomassini nasce a Foligno, classe 1992, e proprio nella sua città muove i primi passi conoscendo la serie C. Una presenza tra i professionisti, in seguito tanta serie D tra le fila di Spoleto, Gualdo, Montevarchi, Matelica, Pineto, Gavorrano con parentesi in Eccellenza a Bastia e Villabiagio. I suoi gol non sono mai banali sia per inserimento che  lucidità e freddezza mostrata in zona offensiva concludendo con la potenza fisica che  aiuta e non poco a combattere difese avversarie che non si risparmiano sul piano dell’agonismo.

Quali sono le sue caratteristiche dato che in Romagna dovrà far dimenticare Vuthaj?

“Sono una prima punta dinamica, che ama svariare per tutto il reparto offensivo, mettendomi a disposizione della squadra. Sono andato in doppia cifra nelle ultime stagioni, tranne nell’ultima. Sono qui per mettermi a disposizione della squadra, mettendo voglia ed impegno per onorare la maglia”.

Il tecnico Gaburro a Rimini adotterà il 4/3/3 come modulo preferenziale: ”sarà qui che vedremo il vero Tomassini?”.

“Ho  spesso giocato con questo modulo che rispecchia le mie caratteristiche, ma posso adattarmi anche ad altri, a seconda delle esigenze di tecnico e compagni. Non ho un modulo preferenziale: in carriera ho giocato anche come unico terminale offensivo, ma non sono una punta che ama piantarsi in una zona del campo; mi piace cercare il dialogo  e mandare a rete i compagni”.

A Rimini siete tanti in avanti: ci sarà molta competizione, teme di non poter giocare?

“Rimini è una piazza ambiziosa per storia e tradizione lo è sempre stata.  La competizione è normale quando arrivi ad indossare una maglia importante come questa. L’importante è farsi trovare pronto quando il mister ci chiamerà in causa”.

Intanto davanti è arrivato anche l’ex Pordenone Germinale……

“Domenico è un giocatore d’esperienza dotato di grande tecnica. Possiamo giocare assieme. Le soluzioni offensive sono notevoli, dovremo essere bravi tutti a mettere in piacevole difficoltà il tecnico per la migliore formazione”.

Tomassini si sofferma su questo punto:Non ci tiriamo indietro, non possiamo nasconderci. Rappresentiamo il Rimini. La società ha fatto sforzi importanti, il Ds Maniero è uno dei direttori più preparati in circolazione, il  mister è bravo e siamo una squadra forte”.

Lei in carriera ha giocato in diversi gironi di serie D, quale la affascina di più?

“ Faccio una premessa: in serie D non ci sono gironi facili. Io ho avuto la fortuna di essere protagonista nel Girone F e devo dire che anche per le diverse piazze che lo rappresentano è un piacere giocarvi”.

Insomma, carta canta per Simone Tomassini. Tante storie, dentro una partita sola. Tante scommesse, consumate sul terreno dipinto di verde.

FONTE: notiziariodelcalcio

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