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Donnarumma via dal Milan, ma dove? Dal PSG a De Gea: tutti i nodi per il domino dei portieri in Europa


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Il rinnovo di Gianluigi Donnarumma con il Milan fatica a decollare. Prosegue la trattativa per estendere il contratto del portiere classe ’99, in scadenza fra poco più di due mesi, ma nonostante la priorità data dal giocatore ai rossoneri e l’apertura data dal club ad un contratto più corto rispetto al quinquennale messo inizialmente sul piatto (si ragiona su un biennale) ancora la situazione non si è sbloccata. E inevitabilmente si ragiona sui possibili scenari in caso di separazione, ma se il Milan ha una gamma ampia di possibilità (da Maignan a Musso e Gollini) per Gigio trovare una sistemazione lontana da Milanello potrebbe essere meno semplice del previsto. Non per il valore del giocatore, già esperto a soli 22 anni e a parametro zero costituisce una ghiotta occasione, ma per la situazione generale delle porte europee: i pali delle big sono tutti occupati, dal punto di vista numerico ed economico.

I PROBLEMI DEL PSG – “C’è Navas, Keylor è un bel portiere“, ha nicchiato Leonardo nel post-partita di Bayern-PSG alla domanda su Donnarumma e sono parole che raccontano una mezza verità. I parigini sono indubbiamente una delle squadre più attente all’evoluzione della situazione contrattuale di Gigio, ma anche in caso di fumata nera con il Milan si troverebbero di fronte a due problemi: il primo, superabile nonostante gli sforzi da compiere per i rinnovi di Neymar e Mbappé, dato dall’ingaggio di Donnarumma (circa 12 milioni di euro netti tra parte fissa e bonus quelli chiesti ai rossoneri); il secondo sarebbe il dualismo con Keylor Navas, un portiere da più di 5 milioni netti a stagione che ha già lasciato Madrid per non vivere l’alternanza con un altro numero uno. Convivenza impossibile (senza considerare il ritorno di Areola al posto di Sergio Rico come secondo), servirebbe quindi la cessione dell’estremo difensore costaricano ma anche qui sorgerebbe un altro problema: dove piazzarlo?

PALI OCCUPATI – Già, perché nella stessa situazione del PSG si trovano anche altre squadre che potenzialmente potrebbero mettere gli occhi su Donnarumma. Pali già occupati e da stipendi onerosi, come quello monstre di David de Gea da 15 milioni a stagione fino al 2023, con opzione per un altro anno: il Manchester United valuta attentamente la partenza dello spagnolo, ma quell’ingaggio limita fortemente tutte le pretendenti (tra cui anche il Paris Saint-Germain) e così rischia di prolungarsi il dualismo con Henderson. Servirebbe una cessione anche al Chelsea, non tanto dell’ultimo arrivato Mendy quanto del flop Kepa Arrizabalaga: ma anche qui, trovare una nuova sistemazione a un portiere costato 80 milioni solo tre anni fa e con uno stipendio da 4 milioni netti l’anno è una missione quasi impossibile. Già coperti il City con Ederson e il Liverpool con Alisson nonostante quest’ultimo sia andato in flessione come tutta la squadra dei Reds, blindate anche le porte di Barcellona (Ter Stegen, si cerca un secondo), Real Madrid (Courtois e Lunin) e Bayern Monaco (che lascerà partire Nubel per non prolungare il dualismo con Neuer). Il dubbio resta sulla porta del Tottenham: Hugo Lloris può lasciare gli Spurs visto il contratto in scadenza nel 2022, sulle sue tracce si è messo anche il PSG e l’ingaggio da 5 milioni netti a stagione lo rende più sostenibile dal punto di vista economico, rinunciando alla futuribilità. E in Italia? La Juventus ha sempre avuto un occhio di riguardo, ma ha già in casa Wojciech Szczesny e i suoi 6,5 milioni netti l’anno, condizione che rende difficile pensare a un ingente investimento per la porta. Non solo il rinnovo di Donnarumma con il Milan, anche il mercato dei portieri è in stallo.

@Albri_Fede90

FONTE: calciomercato.com

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