Serie A

De Sanctis: “Futuro di Sousa è alla Salernitana”

Morgan De Sanctis, direttore sportivo della Salernitana, ha parlato in conferenza stampa per fare il punto di fine stagione. Di seguito le sue parole raccolte da TMW.

Salernitana, le parole in conferenza stampa di De Sanctis

“Oggi ci vediamo per fare un bilancio della stagione passata. Il lavoro è stato importante, abbiamo raggiunto risultati notevoli e voglio chiarire tante situazioni. Durante il campionato non ho parlato molto, non sono intervenuto tante volte quanto necessario e in alcuni momenti avrei potuto creare schieramenti e divisioni. Invece ho scelto di restare in silenzio, volevo salvaguardare l’interesse della Salernitana. Ero certo che la squadra allestita avrebbe ottenuto i risultati auspicati e che tutto si sarebbe ricondotto ad una stagione soddisfacente. Ci siamo visti un anno fa qui e dissi che volevamo salvarci alla penultima giornata, è successo in anticipo ed è stata una gioia per tutti. Restare in silenzio non è stato esercizio complicato, la mia famiglia mi ha insegnato l’educazione. Il mio carattere e la mia provenienza hanno dato un contributo, si dice che gli abruzzesi siano forti e gentili e mi riconosco in questa descrizione. Sono sempre stato a disposizione, mi ritengo un uomo generoso. Farmi apprezzare dalle persone e dai tifosi è stato più complicato, così come da chi ha lavorato alacremente all’interno del club. E’ successo, in concomitanza con l’arrivo dei risultati, e quindi siamo soddisfatti e voglio condividere con tutti i tesserati della Salernitana la gioia della salvezza. Area tecnica, amministratore, presidente, tifosi, staff tecnico, staff medico, giornalisti. La stampa è stata compagna di viaggio per 12 mesi. Molte volte ho compreso l’onestà intellettuale delle vostre critiche, attingendo da lì come fonte di riflessione. Alcune volte ho apprezzato, altre volte mi sono chiesto il perchè di alcune letture che non corrispondevano alla realtà. Però questo fa parte di un percorso condiviso e io devo essere una persona responsabile, al pari di chi si rivolge ai tifosi. Però sono soddisfatto di come avete raccontato la Salernitana, ma…si può migliorare. Dipenderà anche da noi e stiamo lavorando affinché la Salernitana venga descritta per quello che è e per ciò che vorrà fare”.

Su Sousa: “E’ arrivato a febbraio e ha accettato nella negoziazione la nostra sfida. Stimolante per lui e per noi. Abbiamo accolto un profilo veramente importante. L’accordo contrattuale prevede un’opzione unilaterale, è stata esercitata ma abbiamo concesso al mister la possibilità di avere un piccolo spazio nel quale si prenderà legittimamente il diritto di decidere se continuare con noi. Vi garantisco che, rispetto al futuro della Salernitana, c’è allineamento e condivisione al 100%. Da parte mia e della proprietà c’è la convinzione che il progetto continuerà con Paulo Sousa”.

Sul bilancio di stagione: “Certo. Si può sempre migliorare, si deve migliorare e vogliamo ambire ad ottenere qualcosa in più. Tutti noi dobbiamo avere la consapevolezza che l’obiettivo resta salvarsi il più velocemente possibile. Poi ci sono tanti aspetti che rendono una salvezza più bella e diversa dalle altre”.

Su Dia: “E’ stato fatto un esercizio di corteggiamento enorme, ma il calciatore lo meritava. Siamo convinti di riscattare il giocatore, c’è stato questo piccolo problema fisico di cui abbiamo parlato nei comunicati ufficiali. Al 100% sarà a disposizione il 9 luglio in ritiro, quando ricominceremo la nuova stagione. Tutto il prossimo mercato sarà indirizzato a due cose fondamentali: rendere la Salernitana un progetto sostenibile e virtuoso. Spesso da parte vostra ho letto che vi siete preoccupati di parlare del bilancio, dei numeri. Ho letto i dati di questo biennio in A, la B era un mondo a parte. Nel 2021-22, nella gestione trust e poi Iervolino, sono stati investiti circa 30 milioni di euro tra prestiti, costi di cartellino e commissioni. Con monte ingaggio di 36 milioni di euro lordi. Nella seconda stagione il costo complessivo è di 41 milioni di euro dai quali, però, detrarre i 21 milioni di euro per la cessione di Ederson. E’ vero che sono cresciuti gli stipendi, il tetto ingaggi si aggira attorno ai 47 milioni di euro a cui aggiungere incentivi all’esodo e soldi utilizzati per fare 31 uscite. Ci tengo tanto che venissero rimarcati questi numeri, mi prendo il merito di questo lavoro enorme. 17 uscite a titolo definitivo, 3 risoluzioni di contratto e undici prestiti. Continueremo anche in futuro a ripulire la Salernitana, è un percorso necessario che non va sottovalutato. Nel giro di sei mesi siamo passati dal mantenimento della dignità sportiva alla voglia di essere ambiziosi e questo ha creato una disparità tra chi c’era prima e chi è arrivato dopo. E la pulizia tecnica è stata necessaria. Credo che in 12 o 24 mesi risolveremo tutto. Sono certo che porteremo questa società ad avere una autosostenibilità, è questo il futuro del calcio. Entro il 30 giugno saremo tra le poche ad investire per l’acquisizione di cartellini, non occorrono plusvalenze per salvare il bilancio. Ed è merito della proprietà, consapevole che per strutturarsi bisogna investire. Senza, però, dare nulla per scontato. L’acquisto di Dia e Pirola, assieme al rinnovo di Ochoa, non sono fatti secondari”.

Su Coulibaly e Simy: “Il lavoro di Fabiani e di Sabatini hanno presupposti assoluti di positività, bisogna contestualizzare in che condizioni hanno dovuto lavorare. Hanno prodotto due risultati sportivi importantissimi, la Salernitana è stata promossa in A e quel mercato estivo è stato condotto in difficoltà enormi. Poi, a gennaio, Sabatini doveva convincere in pochissimo tempo tutti i profili che sono arrivati, da ultimi in classifica e quasi spacciati. Io ho riconoscenza per i miei due predecessori, hanno fatto un ottimo lavoro. Ci sono calciatori che non rientrano minimamente nei progetti della Salernitana, non entrerò nel dettaglio ma è facile immaginare quali siano questi giocatori. Tanti sono stati già esclusi l’anno scorso e accadrà anche quest’anno. Noi vogliamo trovare soluzioni, mi aspetto che 12 mesi dopo le controparti siano più collaborative. Viceversa abbiamo deciso che useremo il pugno duro. Io sono stato sindacalista per 12 anni, per 4 anni ero vicepresidente dell’AIC dietro Damiano Tommasi. I diritti sono sacrosanti, ma anche i doveri. La sproporzione è enorme. Non saremo teneri con chi parlerà di diritti senza tener conto dei doveri e del loro rendimento sul campo. Non accadrà tutto e subito, il mercato chiude il 31 agosto. Ma lì dobbiamo recuperare risorse per non intaccare il valore della rosa e dei giocatori più importanti. La permanenza dei giocatori migliori, richiesti eventualmente da società importanti, ci porterà a fare valutazioni. L’operazione Ederson oggi ci deve rendere tranquilli, perchè ad uscita corrisponderà entrata. Faccio l’esempio di Vlihena. Non sempre ha performato come voleva, ma ha fatto 4 gol e 4 assist. Ma la sua stagione è stata importante, non è stato inferiore all’Ederson visto nell’Atalanta”

Sul budget della Salernitana: “Noi vogliamo abbassare i costi, non è questo il tipo di calcio che vuole fare il presidente e non dobbiamo approfittare delle sue disponibilità economiche. Iervolino ci ha chiesto investimenti meno influenti rispetto all’obiettivo del mantenimento della categoria. Vogliamo un saldo positivo tra cessioni e acquisti. Non dobbiamo approfittare dei nostri privilegi e non vogliamo mettere spalle al muro il proprietario. Nei prossimi mesi di mercato faremo in modo di arrivare al 2 settembre con soddisfazione, cedendo chi non rientra nei piani e chi vuole andare via. Aggiungo anche che, in Italia, è difficile avere rapporti di collaborazione sul mercato con altre società fatta eccezione delle big. Lì entra in gioco il discorso della competizione. Il mercato domestico è complicatissimo e attingeremo da quello estero. Siamo giovani e abbiamo la fortuna di girare tanto, l’occhio umano e l’esperienza possono fare la differenza. L’allenatore ci ha indicato le caratteristiche di cui ha bisogno“.

Sul settore giovanile: “Sotto questo aspetto bisogna dire che Iervolino non ha trovato nulla, ma è legittimo che i miei predecessori si siano concentrati, e bene, sulla prima squadra. Conquistare una promozione e una salvezza certifica la bontà del lavoro svolto. Quanto all’attualità, non siamo soddisfatti che la Primavera abbia chiuso all’ultimo posto. Probabilmente avremo una seconda opportunità tramite ripescaggio, sappiamo che non possiamo essere competitivi da subito e a me non interessa costruire un Instant Team che costa tanto e non garantisce un futuro. A me interessa sviluppare l’attività di base e sfruttare le risorse del territorio lavorando anche con le società dilettantistiche. Mi prendo le mie responsabilità, ma non ho avuto forza, energie e tempo per stare vicino al settore giovanile. E questo tempo non lo avrò nemmeno a breve termine. A mister Colantuono è stato dato un compito difficile e non è scontato riciclarsi rapidamente in un nuovo ruolo e con una efficienza da subito soddisfacente. Allora ci prendiamo ancora del tempo per ragionare. Sono state fatte cose buone, ma anche degli errori. Affronterò il discorso a breve scadenza con Iervolino e Milan. Continueremo con Colantuono, nelle categorie inferiori abbiamo visto situazioni positive. Guai ad essere profondamente critici, ma dobbiamo migliorare tanto. Forse inseriremo figure nuove che possono aiutarlo“.

Su Mazzocchi: “Tante volte mi hanno addossato la colpa di voler mandare via Mazzocchi. Ho fatto buon viso a cattivo gioco, preferendo tacere sull’argomento. Nella mia testa non è mai stato fuori dalla Salernitana e nessuno ha mai fatto una offerta concreta per acquistarlo. Chiacchiere e speculazioni giornalistiche. E’ arrivato a gennaio 2022, firma un contratto con scadenza 2025 e il sottoscritto, già sei mesi dopo, ha proposto un adeguamento di contratto riconoscendogli l’importanza del lavoro svolto in precedenza. Gli proponevo il 40% in più di quanto percepiva. Il calciatore ha fatto ulteriori richieste, legittime. E Iervolino in prima persona lo ha accontentato, parliamo del 70% in più. Prima io e poi la proprietà abbiamo fatto grandi sforzi per trattenere il capitano della Salernitana. Ad oggi abbiamo esattamente la stessa idea e, ad oggi, non ci sono offerte concrete. So che è esercizio si fa su Mazzocchi. A volte onesto, a volte disonesto. Vale il discorso fatto per gli altri. Non strozziamo nessuno. Davanti a cose reali siamo pronti a negoziare qualunque tipo di accordo, ma non ci faremo mettere pressione addosso per l’ennesima volta. Da nessuno! C’è allineamento tra me, presidente, amministratore delegato e staff tecnico. Chi guida questa società deve rappresentare al meglio i tifosi e occorre onestà intellettuale da parte dei giornalisti e dei giocatori. Il post su Instagram? Parlate con lui. E’ un ragazzo meraviglioso, è arrivato in Nazionale. Quando ero calciatore pensavo soltanto ai doveri, non ai diritti. La felicità dei calciatori dura 5 partite. Se partono bene vogliono rinnovo, adeguamento o cessione e cominciano a mettere pressione. Se ne sbagliano cinque nessuno dice niente, la colpa è sempre dell’erba, della pizza che non era buona o dell’allenatore. Non possiamo discutere quotidianamente dei mal di pancia di tutti i nostri tesserati. Ma state certi che questa società non accetterà più pressioni di alcun genere. Occorre concretezza, oppure si allineino nel rispetto del club e dei tifosi. Non si transige su questo“.

Su Federico Bonazzoli: “Io devo essere onesto intellettualmente. Per me è un giocatore da Champions League, per caratteristiche fisiche e tecniche. Ma non è effettivamente riuscito a ritagliarsi uno spazio da protagonista come avrebbe potuto e dovuto. Qualcosa evidentemente manca. E’ forse la prima volta che resta per due stagioni consecutive nello stesso club. Sia mister Nicola, sia Paulo Sousa hanno usato tutti i mezzi necessari per stimolarlo, alternando bastone e carota. Anche il sottoscritto è sceso in campo in prima persona. Ci assumiamo le nostre responsabilità, ma al 51% sono sue e gliel’ho detto in tempi recenti. Non deve pensare a ciò che la Salernitana può fare per te. E’ arrivato il tempo di guardare dentro sè stesso, ha 26 anni. Non sappiamo se resterà a Salerno o andrà altrove”.

Su Sousa: “E’ strettissima la finestra nella quale potrebbe accettare una nuova sfida. Contiamo possa arrivare quanto prima l’ufficialità di Sousa, speriamo prima del 23. Non stiamo vivendo con ansia questa situazione, siamo sicuri che non rinuncerà così facilmente alla Salernitana”.

Su Nicola: “Il momento più difficile tra noi è stato all’inizio della stagione. Lui giustamente voleva da subito una rosa pronta e completa, invece si ritrovò senza Ederson che era stato uno dei protagonisti principali della salvezza. Lo capisco, ripeto. Ma aggiungo. Non è che non volevo farlo, ma per i giocatori che poi sono arrivati occorrevano pazienza e tempo. Alla lunga, però, abbiamo soddisfatto le sue esigenze tattiche operando in funzione del 3-5-2. E’ vero che inizialmente ci sono stati risultati positivi, ma poi la squadra si è persa. Non siamo mai stati con l’acqua alla gola soprattutto per demeriti di Sampdoria e Cremonese. Poi però perdi a Verona e devi assumerti delle responsabilità. A volte non sono riuscito ad essere empatico con l’allenatore, nella gestione delle cose esterne al campo c’era una visione diversa. Ma il mio ringraziamento è sincero, metà dei punti li ha conquistati lui. Gli ho sempre detto cosa, a mio avviso, non funzionava. Per me contano i risultati, ma anche le prestazioni mi preoccupavano. Con Sousa è emerso il valore della rosa, credo che questo sia un dato di fatto”.

Su Fazio: “Per sè stesso e per noi deve arrivare al top il 9 luglio. Dopo la gara con la Juventus è iniziato un calvario dal quale non è ancora uscito. La distorsione alla caviglia gli ha procurato altri stop e altri infortuni. Deve investire la sua estate su sè stesso. Sta lavorando, lo sta facendo, sta seguendo un programma. Il 9 luglio deve essere disponibile al 100%, da lì tornerà ad essere un calciatore importante. E’ un leader, ha esperienza, non c’è dubbio“.

Su Maggiore: “Gli riconosco alibi concreti. E’ arrivato in un progetto di 3-5-2 come mezz’ala ma ha dovuto sostituire Bohinen in un ruolo differente. Ha subito tanti infortuni, poi è arrivato Sousa ed è stato provato come trequartista e come centrocampista. Nell’ambito di un progetto tecnico-tattico abbiamo deciso di non rinunciare a lui perchè è un professionista esemplare. Ma potremmo immaginare una soluzione diversa con i suoi procuratori, a patto che i vari interessi porteranno la soddisfazione della Salernitana. Prestito? Vedremo“.

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