Serie Minori

Chievo Verona in serie D? L’idea pare fattibile

Nonostante l’ultimo tentativo annunciato di ricorrere al Consiglio di Stato, il Chievo sembra oramai destinato a lasciare la serie B

Chievo Verona in serie D? L'idea pare fattibile

Nonostante l’ultimo tentativo annunciato di ricorrere al Consiglio di Stato, il Chievo sembra oramai destinato a lasciare la serie B. In tanti si stanno interrogando su quale sarà il destino dei Mussi Volanti, una bellissima favola calcistica fino all’amaro finale di questi giorni. La redazione di padovasport ha provato a are chiarezza sulla vicenda, regolamento alla mano.

Il Chievo, se non riuscirà ad ottenere il pass per la (ormai) riammissione in Serie B, deve considerarsi “società non ammessa per carenza del rilascio della Licenza Nazionale”. Si tratta di una condizione che non preclude la prosecuzione dell’attività in ambito federale. Sono diverse le società che negli anni, venutesi a trovare in tale situazione, hanno proseguito la propria attività, magari solamente di settore giovanile, come il Treviso di Corvezzo, per rimanere in ambito veneto. E tra le varie opportunità vi è sicuramente quella disciplinata dall’articolo 52 comma 10 delle Noif che rappresenta la versione rinnovata dell’allora fu articolo 52 comma 6 (ora abrogato) e meglio noto come “Lodo Petrucci”.

Quale fu, circa 20 anni, la motivazione nell’introduzione di tale meccanismo? Semplice, i fallimenti societari cominciavano a diventare tristemente frequenti e la Figc pensò ad un modo per salvare la tradizione dei club professionistici non in grado di iscriversi ai Campionati. All’epoca si poteva ripartire 2 categorie più sotto, poi ci fu la modifica ad una sola categoria di differenza.Ne beneficiarono tante società di livello: Napoli, Fiorentina e compagnia.

Ma veniamo alle fake news di oggi. La prima: il Chievo non può fare la Serie D perchè a Verona ci sono già 2 società professionistiche. Bugia. La norma è chiara. Nella città dove si registra la mancata ammissione ad un campionato di A, B e C la Figc può consentire alla città di partecipare con una propria società al Campionato di Serie D anche in sovrannumero. Lo dice l’articolo 52 comma 10 delle Noif, basta leggerlo (bene). C’è un precedente: il Torino Calcio di Cimminelli che nel 2005 non si iscrive in A e viene sostituito dal Torino FC di Urbano Cairo. E stiamo parlando di Torino, dove c’è anche la Juventus, no? Quindi la presenza di Hellas e Virtus non c’entra proprio niente, alla faccia dei soloni.

La seconda. Se il Chievo facesse la Serie D dovrebbe necessariamente trattarsi di una nuova società. Bugia. E’ sufficiente che il Chievo dimostri:

– di avere pagato tutti gli emolumenti dovuti a tesserati, lavoratori, dipendenti ed ai collaboratoti del settore sportivo (già fatto, come la Covisoc ha accertato non contestando alcunchè);

– di avere pagato ritenute IRPEF, contributi ex ENPALS,  e fondo di fine carriera (già fatto, come la Covisoc ha accertato non rilevando osservazioni);

– di avere saldato eventuali debiti nei confronti della Lega Nazionale Professionisti (già fatto, come la Covisoc ha accertato non rilevando contestazioni);

– di avere definito le pendenze fiscali (e qui serve la rateazione mancante con l’Agente della Riscossione).

Ed infine, la terza fake news. Il Chievo deve cambiare i dirigenti, ovvero Campedelli è fuori. Sbagliato. Basta leggere. Articolo 52 comma 10 delle Noif. Attenzione, il Chievo non è una società “esclusa dal campionato di competenza” e neppure “a cui sia stata revocata l’affiliazione”. Sono 2 fattispecie diverse da quella del Chievo. L’esclusione dal campionato è quella di cui all’articolo 8, comma 1, lettera i) del Codice di Giustizia Sportiva. Che c’entra il Chievo con questo? E la revoca dell’affiliazione? Basterebbe leggere l’articolo 16 delle Noif. Anche qui non c’è niente a che vedere col Chievo. Pertanto, la strada è questa. Il Sindaco di Verona chiede al Presidente Federale l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 52 comma 10. Poi esprime il proprio accreditamento nei confronti dell’ AC Chievo Verona Srl di Campedelli. La società devo “solamente” presentare programma tecnico, budget, impegno a rispettare le prescrizioni per l’iscrizione al Campionato di Serie D, versare la tassa di euro 300.000 e disporre dell’impianto di giuoco (ma la documentazione per l’impianto è già stata presentata). Cosa manca quindi? Una cosa solamente, la definizione delle rateazioni con l’Agente della Riscossione. E magari la volontà di Campedelli di non darsi per vinto e di proseguire l’avventura dei Mussi Volanti.

FONTE: notiziariodelcalcio

Articoli correlati

Back to top button