Serie Minori

Castellanzese, il presidente Affetti: «La C è un obiettivo che può diventare concreto solo se…»

La società neroverde, ritrovatasi domenica per la prima volta sul campo, ha svolto lunedì il primo allenamento e ha incontrato la stampa

È passato poco più di un mese dalla vittoria contro il Pont Donnaz nella finale playoff. Il ricordo è ancora vivo, ma la volontà della Castellanzese è quella di tenere vivo il ricordo ma voltare pagina. Con la Serie C che non è una questione accantonata, ma un obiettivo: “Da raggiungere solo quando ci saranno legiuste condizioni”.

Affetti: “Ogni stagione è a sé, ma proveremo a ripeterci”

A fare gli onori di casa il presidente Alberto Affetti. Che guarda con fiducia alla prossima stagione, pur consapevole delle insidie che ci potranno essere. “Ci siamo lasciati il 27 giugno con un trionfo, questo è stato importante per la nostra società. La stagione che ci aspetta è ovviamente importante perché sull’onda della stagione precedente molti si aspettano un’annata importante e di rilevanza. I nostri obiettivi sono quelli di ripeterci anche se non sarà facile. Ogni stagione va a sé, ma penso che siamo attrezzati nel miglior modo possibile per cercare di fare il massimo. Cosa mi dà l’esperienza da presidente? La soddisfazione di vedere delle persone che si riconoscono in un progetto, in una società che sta raccogliendo soddisfazioni. Per questo sono contento di questo risultato, perché nel 2003 mai mi sarei aspettato di arrivare fino a qui“.

Affetti: “La C un obiettivo concreto solo con due requisiti”

Il numero uno neroverde parla anche di quella Serie C, accostata durante l’ultimo mese alla società. “La lettera che ci interessa è la D, la C è un obiettivo che può diventare concreto solo se ci saranno le condizioni. Che oggi e a suo tempo non c’erano. Continuiamo il nostro percorso, proseguendo con onore e con le qualità che ci hanno sempre contraddistinto. Abbiamo fatto i nostri ragionamenti, discusso con l’amministrazione comunale perché uno dei punti imprescindibili è lo stadio. Le cose non si possono fare da un giorno all’altro. Non c’è la responsabilità di nessuno, semplicemente le cose bisogna farle con testa perché se si sbaglia… si sbaglia. Alcuni casi lo dimostrano. Questo non vuol dire che non ci pensiamo più, ma devono esserci due requisisti: l’impianto e una struttura societaria adeguata che va costruita nel tempo“.

Asmini: “Dobbiamo dimenticare il passato”

Il direttore sportivo Salvatore Asmini, invece, ha le idee chiare riguardo quel che bisognerà fare nel più breve tempo possibile. “Quanto fatto l’anno scorso ha dell’incredibile, ma da oggi non voglio più sentir parlare dell’anno scorso. La stagione scorsa servirà solo per stimolarci, ma dobbiamo dimenticare il passato. Perché avremmo addosso soltanto delle pressioni che non ci farebbero bene. La Castellanzese ha cambiato molto, per scelte nostre e di chi ha preferito andare ad altre parti. Con molto dispiacere abbiamo dovuto rinunciare a 4-5 giocatori che hanno dato molto alla nostra società ma che siamo stati costretti a sostituire. La forza dello scorso anno è stato l’amalgama di un grandissimo gruppo. L’80% dei meriti va a loro, sono convinto delle scelte fatte e sono convinto che non mancheranno le soddisfazioni. Quali saranno? Lo dirà strada facendo quel che riusciremo a fare”.

Ardito: “Il passato? Uno stimolo, ma serve sempre dimostrare”

Anche Andrea Ardito è pronto per la nuova avventura. Il mister è consapevole della responsabilità riguardo l’eredità raccolta. Ma non la vede come un peso. “Mi ha colpito tutto, dall’approccio del presidente e del direttore, la voglia di Asmini di portarmi qui. Ho fatto i primi due giorni di conoscenza, c’è voglia di lavorare e crescere diventando squadra il più presto possibile. Faccio complimenti a quanto fatto lo scorso anno a chi c’era, hanno fatto qualcosa di incredibile e non regalato. Quello deve essere qualcosa che lascia una consapevolezza di quanto fatto e quanto ottenuto. Ma nel calcio, come nella vita, bisogna sempre dimostrare. Abbiamo voglia però di dare continuità di risultati a una società che ha sempre alzato l’asticella. Dovremo essere bravi ad aiutarci, porci piccoli obiettivi per provare a raggiungere il massimo”.

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