Calcio estero

Avramov: “Il Coronavirus mi fa più paura della guerra in Serbia”

Ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, l’ex portiere di Fiorentina e Cagliari Vlada Avramov. Il serbo che lavora attualmente in Ungheria all’Honved, nello staff tecnico di Sannino e che ha deciso di riscendere con il club ungherese per stare accanto alla sua famiglia in Serbia.

Queste le sue parole: “Prima la salute e poi il calcio. Eravamo in semifinale di Coppa d’Ungheria e dovendo affrontare una squadre di serie B avevamo buone possibilità di approdare in finale. Ma siamo venuti via per stare con le nostre famiglie. In Ungheria è ancora quasi tutto aperto, fino a ieri c’erano solo cinquanta casi di coronavirus. Ora sono in Serbia e qui invece c’è il coprifuoco dalle otto di sera fino alle cinque del mattino. C’è uno stato d’emergenza, con i militari in strada“.

Prosegue l’ex portiere serbo: “Sono appena arrivato in Serbia e dovrò passare quattordici giorni chiuso in casa senza vedere nessuno, dopodichè il medico potrà dire se potrò avere contatti con altre persone. Mio fratello viene qui e mi lascia da mangiare davanti a casa. Ieri intanto ho sentito Nainggolan e Sau: con loro gioco alla Playstation. Loro sono molto forti. Marco mi sta aiutando a giocare perchè io non ho più vent’anni e sono rimasto un po’ indietro…”

Sull’aver lasciato l’Ungheria: “Lì ho trovato un ambiente straordinario, persone eccezionali. Ma appena ho sentito le notizie dell’Italia abbiamo parlato con Sannino e abbiamo ritenuto giusto tornare dalle famiglie. E’ una situazione molto brutta: in guerra in Serbia quando arrivavano le bombe ti potevi nascondere e comunque il pericolo era soprattutto la notte. La mattina potevi uscire di casa e fare una vita quasi normale. Ecco, adesso invece ho più paura che in guerra perchè il virus ti può attaccare in ogni momento”.

Conclude Avramov sull’Italia: “Mi fa male pensarci. E’ un incubo. E’ la mia seconda casa, vorrei sempre tornare da voi. Solo un anno fa ero a Brescia e non mi sembra vero che la situazione possa essere diventata così. Veramente doloroso. Anche qui in Serbia si avvertono i problemi dell’Italia: ieri il paese ha deciso di mandare un messaggio di vicinanza a tutti gli italiani esponendo in vari punti delle città i colori della bandiera dell’Italia“.

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