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Arbitro Maresca: “Il Var imprescindibile. Favorevole alla pubblicazione dei dialoghi tra arbitri”

L’arbitro Fabio Maresca ha rilasciato in un’intervista delle dichiarazioni ai microfoni di Radio Anch’io Sport. Sull’importanza del Var, l’arbitro internazionale della sezione di Napoli ha detto: “Credo che le polemiche facciano parte del gioco. Guardare a 5 anni e mezzo fa sembra passata un’era, ormai il Var è diventato imprescindibile. Sorrido a volte quando se ne mette in discussione l’utilizzo o il nostro atteggiamento verso lo strumento. È irrinunciabile perché garantisce giustizia. Oggi guardare indietro a così pochi anni fa sembra di parlare di un altro calcio. È impossibile eliminare tutte le polemiche, ma oggi con lo strumento del fuorigioco semiautomatico abbiamo un altro mezzo per velocizzare il gioco ed essere sempre più precisi”.

L’intervista di Fabio Maresca

“Sicuramente quello cui noi tendiamo e il lavoro che stiamo facendo è quello di avere una terminologia corretta sia per il Var che per il direttore di gara, questo per due motivi: essendo più precisi a livello terminologico, evitiamo qualunque tipo di problema e andiamo al nocciolo della questione come quelli che riguardano l’interferenza nel fuorigioco. E poi è quello di avere l’obiettivo un domani, possa essere facile da ascoltare per chiunque. La richiesta della trasparenza è un obiettivo condiviso e non avremo nessun problema a far ascoltare i nostri colloqui in campo”.

La finale di Supercoppa Italiana

“È stata una serata importante per la mia carriera. A carattere generale, un evento come questo, che assegna un trofeo, dove si rappresenta tutto il gruppo arbitrale, non può che essere un orgoglio”. E ancora: “Il mio percorso? Il percorso che porta ad arbitrare una gara del genere, mi ha reso più consapevole e ha cambiato molto anche il mio arbitraggio a livello comportamentale. Credo di essere più in grado di interpretare la partita nella maniera più giusta e questo è un valore aggiunto rispetto ai primi anni di Serie A”.

Tendenza a fischiare di meno

“Il calcio va verso una direzione chiara: l’obiettivo comune è avere più gioco effettivo, vedere meno interruzioni, ridurre al minimo le pause e quindi fischiare meno falli, spezzettare meno il gioco. Chiaramente questo non può non tener conto dell’altro obiettivo, quello di proteggere i calciatori. In ogni partita ci sono più partite: può esserci un momento della gara in cui è possibile lasciar scorrere il gioco e fischiare poco, poi ci sono dei momenti in cui il tono agonistico sale e bisogna interrompere più frequentemente. Vogliamo fischiare il meno possibile, dipende anche dall’atteggiamento dei calciatori e dalla cultura del campionato”.

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